|
|||||
|
Temperature nel corso del XX° secolo sul ragusano a cura del Dott. Paolo Mezzasalma Previsore meteorologo dell'A.R.P.A di Bologna |
|||||
In figura 3 sono riportate le medie per decade delle due città. E’ subito evidente che le due stazioni hanno andamenti opposti durante porzioni significative del periodo. Ad esempio, se nella metà degli anni sessanta a Vittoria tende a fare più caldo, viceversa a Ragusa si ha una diminuzione della temperatura media annuale. Ciò si ripresenta ancora tra il 1987 e il 1989, anno oltre il quale la situazione s’inverte: Vittoria si raffredda considerevolmente mentre Ragusa raggiunge il picco del caldo nel 1994, anno dopo il quale le tendenze nelle due città si invertono nuovamente. Tale comportamento opposto tra Ragusa e Vittoria, da un punto di vista climatico, non ha una spiegazione naturale che sia plausibile: se in un anno, mediamente, è più freddo a Vittoria, allora lo stesso accadrà nell’altra città e viceversa. Idem se dovesse fare più caldo. Se è vero che in una certa giornata si possa avere un aumento della temperatura a Vittoria e un contemporaneo calo a Ragusa, le anomalie climatiche di intere stagioni o, ancora di più, di anni interi saranno del tutto simili, per non dire uguali, tra due località poste ad un tiro di schioppo l’una dall’altra. La dimensione spaziale su cui lavora il clima, mese per mese, anno per anno, fa sì che le zone con anomalia simile nella temperatura comprendano vaste regioni sopranazionali, quando non addirittura continentali. Ragusa e Vittoria devono dunque avere anomalie praticamente identiche. Ne consegue che almeno una delle due serie storiche contiene errori che ne compromettono in modo irrimediabile l’attendibilità. Il 1994 è stato a livello nazionale l’anno più caldo dei 40 anni considerati; se Ragusa rispetta tale verità, nella serie storica di Vittoria si ritrova che il 1994 è stato l’anno più freddo e davvero molto freddo. Per superari i problemi sicuramente riscontrati sui dati di Vittoria e per andare oltre la ristrettezza temporale della serie di Ragusa (di cui è certo l’inizio negli anni venti, ma attualmente non disponibile), sul sito internet del Goddard Institute for Space Studies (GISS) della NASA a New York è disponibile la serie storica delle temperature medie mensili rilevate a Malta dal 1881 fino ad oggi. Data la prossimità geografica dell’isola di Malta alla provincia di Ragusa, le considerazioni sulle tendenze climatiche registrate negli ultimi cento anni a un centinaio di chilometri da Ragusa si possono estendere senza alcun imbarazzo anche al territorio ibleo. Le temperature medie dagli ultimi decenni dell’Ottocento fino al decennio scorso sono riportate in figura 4, suddivise per decade, sia in termini di valore medio annuale, sia di valore medio per stagione. E’ evidente che dalla fine dell’Ottocento la temperatura è andata gradualmente aumentando fino agli anni ’40; si ha, quindi, una diminuzione fino agli anni ‘70, seguita da un nuovo incremento che raggiunge il valore massimo negli anni ’90. L’andamento appena descritto è comune un po’ a tutto l’emisfero settentrionale del nostro pianeta: dopo il periodo freddo registrato tra il ‘500 e la fine dell’800, definito “Piccola Era Glaciale”, si è avuto un riscaldamento progressivo, tuttora in corso. Andando nel dettaglio delle singole stagioni, risulta che l’inverno è rimasto sostanzialmente stabile (negli anni ’30, anzi, era meno freddo). La primavera ha visto un aumento di mezzo grado nell’ultimo decennio; l’estate è la stagione con la migliore performance, per l’aumento sensibile pari circa a un grado e, infine, l’autunno è la stagione con la maggiore variabilità tra un decennio e l’altro. Per andare ancora di più nel dettaglio, si sono voluti esaminare gli andamenti dei 12 mesi presi singolarmente. La figura 5 permette di cogliere, oltre alle tendenza nel periodo, anche alcune caratteristiche climatiche del Mediterraneo centrale. Se per convenzione internazionale le quattro stagioni climatiche sono stabilite come l’intervallo tra i mesi dic-feb, mar-mag, giu-ago, set-nov, qui si vuole andare oltre tale raggruppamento. Innanzitutto per Malta l’inverno è costituito dai 4 mesi che più degli altri si raggruppano e, cioè, dal quadrimestre dicembre-marzo con temperature sotto i 13° (gennaio e febbraio) o intorno a 14° (dicembre e marzo). I quattro mesi invernali non mostrano, come è stato già detto, una vera e propria tendenza ma piuttosto un’oscillazione pluri-decadale. L’estate è costituita sicuramente dai mesi di luglio, agosto e settembre, mentre giugno pare aver acquisito un connotato più estivo negli ultimi anni. I mesi estivi, con valori tra 23° e 28°, presentano gli incrementi maggiori di temperatura, incrementi riscontrabili anche in un mese primaverile per eccellenza e cioè a maggio. Settembre in effetti, pur avendo caratteristiche termiche prettamente estive, ha subito nel corso del secolo le oscillazioni più rilevanti e tipiche anche degli altri mesi autunnali di ottobre e novembre. I mesi di transizione tra la stagione fredda e la stagione calda, aprile e maggio da una parte, ottobre e novembre viceversa dall’altra, occupano un ampio intervallo di temperature comprese tra 15° e 22°. Appare evidente che la transizione primaverile è più fredda di quella autunnale in quanto si porta in memoria la stagione precedente e cioè l’inverno nel primo caso, l’estate nel secondo. Dal 1881 al 2000, in sintesi, la temperatura media di Malta è aumentata di 0,8° e buona parte di questa variazione è relativa ai mesi della stagione calda dell’ultimo decennio, essendo rimasta piuttosto stabile la temperatura invernale. Se quindi Malta, in generale, pare risentire dell’aumento di temperatura comune a tutto il pianeta, conseguente all’uscita progressiva dalla Piccola Era Glaciale, il comportamento peculiare della stagione calda, in particolare dell’ultimo periodo, deve trovare spiegazione in anomalie della circolazione atmosferica. L’aumento delle precipitazioni che si è registrato a partire dagli anni ’90 nella regione sub-sahariana del Sahel, che in quella zona cadono esclusivamente durante l’estate, si ritiene che non sia estranea all’aumento delle temperature estive a Malta. Infatti, se da una parte si ha una forte correlazione tra stagioni particolarmente piovose nel Sahel e il caldo nel Mediterraneo, il ’94, il ’98, il ’99 e il 2003, dall’altra parte, per ragioni dinamiche, l’attività delle piogge tropicali può determinare l’intensità della fascia delle alte pressioni subtropicali: più piove a sud del Sahara e più intenso potrà essere l’anticiclone caldo che d’estate s’impossessa del Mediterraneo. Questa appena formulata potrebbe essere la spiegazione dell’incremento di temperatura extra che si registra negli ultimi anni dal mese di maggio, quando le piogge dal golfo di Guinea iniziano la loro migrazione verso nord, fino al loro culmine nella fase più intensa del monsone africano, tipica del mese di agosto. Il genere umano ha un ruolo nell’incremento di temperatura del XX secolo? Molto probabilmente sì, ma per vie che vanno oltre l’aumento nella concentrazione dei cosiddetti gas serra (anidride carbonica in primis). Alle cause naturali, quali l’attività solare e le oscillazioni interne di lungo periodo della macchina climatica (dinamica degli oceani), si sono aggiunte le modifiche nell’uso (e anche abuso) del suolo (esasperata urbanizzazione, deforestazione e forestazione, nuove tecniche agricole e nuove colture), che hanno cambiato a livello regionale le proprietà termiche della superficie terrestre. A questo si aggiunga la produzione diretta di energia, e quindi di calore, che serve per spostarci, per scaldarci e per produrre beni e servizi. Collaterale alle attività umane vi è pure l’immissione in atmosfera di aerosol e gas che modificano l’assorbimento e l’emissione di energia da e verso lo spazio. A opinione dell’autore le cause naturali spiegano buona parte del riscaldamento registrato, mentre la parte dovuta ai gas serra è minore o trascurabile, soprattutto se confrontata a tutto l’insieme di possibili cause appena elencate, ma pur sempre legate all’attività della specie umana. Dott. Paolo Mezzasalma Previsore meteorologo dell'A.R.P.A di Bologna
Didascalie: Figura 3: temp. media annua dal 1961 al 2000 a Ragusa e a Vittoria. Figura 4: temp. media, annua e stagionale, per decade dal 1881 al 2000 a Malta. Figura 5: temp. media mensile per decade a Malta. N.B. Per vedere i grafici a schermo intero, premi F 11 dalla tua tastiera |
|||||
|
|
|||||
|
TEMPERATURA MEDIA DAL 1961 AL 2000 A RAGUSA E VITTORIA (fig. 3) |
|||||
|
|
|||||
|
|
|||||
|
Temperatura media, annua e stagionale, per decade dal 1881 al 2000 a Malta. (fig.4) |
|||||
|
|
|||||
|
|
|||||
|
Temperatura media mensile per decade a Malta (fig5) |
|||||
|
|
|||||
|
|