|
|||||
|
Precipitazioni nel corso del XX° secolo sul ragusano a cura del Dott. Paolo Mezzasalma Previsore meteorologo dell'A.R.P.A di Bologna |
|||||
I dati, registrati dalle stazioni sparse sul territorio della provincia di Ragusa, provengono dalle rilevazioni dell’ex servizio idrografico. Le osservazioni cominciano dal 1921 e sono relative a sei stazioni pluviometriche (Chiaramonte Gulfi, Modica, Monterosso Almo, Ragusa, Scicli e Vittoria) e a alle registrazioni della temperatura eseguite a Ragusa e a Vittoria. I dati delle serie storiche sono stati usati così come pubblicati, senza che siano stati cercate eventuali inconsistenze dovute, ad esempio, a malfunzionamento dei sensori, a riposizionamento della stazione, cambiamenti nelle apparecchiature o nelle tecniche di rilevamento. I dati originali consistono di valori mensili di precipitazione cumulata e di temperatura media; i valori mancanti (in particolare per la serie di Modica) non sono stati ricostruiti. L’esperienza comune insegna che ad un anno arido può seguire un anno altrettanto secco o piovoso, in un’alternanza casuale di annate umide o secche. Al fine di mettere in evidenza i segnali di lungo periodo e andare oltre la forte variabilità interannuale tipica delle osservabili meteorologiche, sono state calcolate le precipitazioni medie per decade (medie per 10 anni di dati), dagli anni ’20 agli anni ’90. Nei grafici della Figura 1 è stato inserito anche un valore rappresentativo per l’intera provincia, calcolato come media tra le sei stazioni disponibili, che permette di cogliere rapidamente il segnale meteorologico, mitigando eventuali errori nelle singole stazioni. Tale grafico mostra, per iniziare, che gli anni ’20, con quasi 800 mm annui, sono stati il decennio in generale più piovoso per la provincia nel corso degli ottanta anni esaminati. Questo non vuol dire di certo che anche i decenni precedenti fossero altrettanto piovosi, a meno che non si considerino altre città di cui siano a disposizione dati ancora più vecchi. E infatti per città come Palermo, Messina e Siracusa sono a disposizione serie storiche (non riportate) con origine molto più vecchia, che mettono in rilievo come i primi decenni del Novecento siano stati mediamente più piovosi non solo rispetto ai giorni nostri ma anche rispetto all’Ottocento. Anche gli anni ’50 rappresentano un decennio mediamente più piovoso (sui 750 mm), come pure gli anni ’30 e ’40 che, con valori intorno a 700 mm annui, ricevevano una discreta quantità di pioggia. Negli anni ’60 accade un brusco e sensibile calo della piovosità in tutta la provincia (e un po’ in tutta la Sicilia), che scende a 550 mm in media, registrando così un calo di oltre 150 mm. Nel decennio che va dal 1961 al 1970 il territorio ragusano perde un quarto delle precipitazione che registrava nella prima parte del secolo! Successivamente, negli anni ‘ 70 si ha un relativo aumento delle piogge, che poi diminuiscono nel decennio successivo, fino ad un nuovo aumento nell’ultimo decennio del secolo scorso. Questo risultato, intanto, fa piazza pulita di una credenza diffusa e alimentata da persone poco informate: la minora piovosità a Ragusa non ha niente a che fare col tanto sbandierato riscaldamento globale provocato dai gas serra emessi dalle attività umane. Chi dà per assodato che la temperatura del pianeta stia aumentando per colpa del genere umano, riconosce anche che tale effetto avrebbe cominciato ad agire negli ultimi due decenni e quindi non negli anni ‘60. Anzi, in quegli anni, la temperatura subì un calo a livello globale, raggiungendo un minimo alla fine degli anni ’70. Allora, addirittura, qualcuno si spinse a prevedere un’imminente era glaciale. Se, quindi, nel vicino passato la piovosità non ha mostrato alcun legame con l’andamento della temperatura, è difficilmente sostenibile la tesi di chi prevede che un aumento della temperatura sul Mediterraneo avrà come conseguenza una diminuzione delle piogge sulla Sicilia. Intanto, in verità, gli anni ’90 sono stati più caldi ma anche più piovosi dei tre decenni precedenti. Allora perché è diminuita la piovosità? E, per cominciare, in quale stagione dell’anno si è avuta la variazione più significativa? Nella Figura 2 si vede come la brusca diminuzione delle precipitazioni tra gli anni ’50 e gli anni ’60 era già cominciata ben 20 anni prima a causa del progressivo calo della piovosità durante la stagione invernale (dic.-feb.). La minore piovosità invernale, però, fu mascherata dal rilevante aumento delle piogge autunnali (set.-nov.), che soprattutto agli inizi degli anni ’50 provocarono alcune delle alluvioni peggiori della storia recente siciliana (ottobre 1951) e nazionale (novembre 1951). Quando, però, la stagione autunnale si assestò, a partire dagli anni ’60, su valori di poco inferiori ai valori registrati durante la prima metà del secolo, venne alla luce il sostanziale calo della piovosità invernale, accentuato anche dalla diminuzione delle piogge primaverili (mar.-mag.). Per riassumere le principali variazioni: le precipitazioni invernali diminuiscono in maniera significativa tra il 1941 e il 1960 di circa 100 mm, equivalenti al 30% in meno; le piogge primaverili diminuiscono già a partire dagli anni ’30 ( in totale 70 mm in meno, cioè –35%), mentre quelle autunnali prima aumentano, poi diminuiscono, con una variazione definitiva tra il periodo 1961-2000 e il periodo 1921–1940 di “solo” il 9% in meno. Le piogge estive variano in maniera quasi insignificante nel quadro complessivo della cumulata annuale (in estate piove sempre davvero poco), anche se si nota una maggiore variabilità nella seconda parte del secolo. Le piogge temporalesche dell’autunno (e dell’estate), quindi, hanno mostrato piccole variazioni nel corso del secolo scorso. Le piogge invernali e dell’inizio della primavera, che hanno, invece, una natura diversa rispetto a quelle autunnali (meno temporali), sono diminuite sensibilmente. Sulla Sicilia orientale in genere, le precipitazioni maggiori si hanno, oltre che durante intense fasi temporalesche tipiche dell’autunno, in particolare nel corso delle “levantate” invernali più persistenti, che riescono ad apportare quantitativi facilmente anche intorno ai 200 mm in pochi giorni su tutti gli iblei, con l’eccezione del bassopiano vittoriose che risulta sfavorito dai venti orientali. E’ probabile, quindi, che tali configurazioni del tempo meteorologico (le levantate) siano diminuite nel corso del ‘900, forse a causa di uno spostamento verso nord delle principali figure bariche sul bacino centrale del Mediterraneo. Questa affermazione, sostenuta da alcune evidenze statistiche, non vuole essere al momento una verità scientifica, ma rappresenta, piuttosto, un’ipotesi di studio volto a stabilire quali situazioni meteorologiche hanno apportato le maggiori precipitazioni sull’area iblea.
Dott. Paolo Mezzasalma Previsore meteorologo dell'A.R.P.A di Bologna
Didascalie: Fig. 1: valori di precipitazione media sulle stazioni per decade, dagli anni ’20 agli anni ’90. Fig. 2: contributo per stagione alla precipitazione media provinciale. N.B. per vedere i grafici a schermo intero premi F11 dalla tua tastiera |
|||||
|
|
|||||
|
PRECIPITAZIONI MEDIE PER DECADE (fig. 1) |
|||||
|
|
|||||
|
|
|||||
|
PRECIPITAZIONI MEDIE PER DECADE: VALORE PROVINCIALE PER STAGIONE (fig.2) |
|||||
|
|
|||||
|
|