IL CARRUBO: una coltura da rilanciare
Il carrubo (Ceratonia siliqua) è un albero sempreverde che può crescere come arbusto o può raggiungere l’altezza di oltre 10 metri, appartenente all’Ordine delle Rosales, famiglia Leguminosae, genere Ceratonia, con foglioline larghe, coriacee, di colore verde scuro, fiori in grappoli rossastri e frutto commestibile. Ha un tronco spesso e una corteccia marrone piuttosto rugosa.
E’ una pianta poligama, e nelle nostre località si può considerare dioica, cioè con individui che portano solamente fiori maschili e individui che portano solo fiori femminili. I fiori maschili presentano cinque stami portati da filamenti sottili con antere di colore rosso o giallo; i fiori femminili invece hanno un pistillo lungo circa 1 cm. di colore verde pallido; i fiori ermafroditi presentano sia stami che pistillo completamente sviluppati. Il frutto è una siliqua indeiscente, di colore verde durante lo sviluppo e marrone scura a maturità, lunga dai 10 ai 30 cm., larga 1,5—3,5 cm. e spessa circa 1 cm. I semi sono di colore marrone. Il periodo dalla fioritura alla fruttificazione dura quasi undici mesi, per cui alla raccolta, in genere ad agosto-settembre, è possibile trovare sulla stessa pianta frutti maturi e infiorescenze.
I carrubi domestici del territorio ibleo sono essenzialmente femmine, per cui chi voglia ottenere frutti deve allevare carrubi maschi selvatici per assicurare la fecondazione.
E’ una pianta antichissima, originaria della penisola araba; in Italia è stata introdotta dai Greci e successivamente è stata diffusa dagli Arabi.
L’habitat naturale della pianta è costituito dal bacino del mediterraneo; la coltura oltre che in Italia si riscontra pure in Spagna, Portogallo, Grecia, Francia(Corsica), Turchia, Libia, Egitto e Israele.
In Italia la coltura è concentrata nella Sicilia ( province di Ragusa e Siracusa), benché sia presente anche in altre regioni ( Calabria, Lazio, Campania, Puglia, Sardegna e Basilicata), ma con scarsa rilevanza; infatti a partire dall’ultimo dopoguerra e fino alla fine del novantacinque, nell’isola si concentrava il 97 per cento dell’estensione nazionale e il 92,7 per cento della produzione registrata nel quadriennio 1991/1994.
Secondo i dati Istat la provincia di Ragusa è caratterizzata da circa 26 mila Ha di superficie carrubetata, localizzati prevalentemente a Modica ( 8.200 ettari), Ragusa (6.000), Scicli (5.200) e Ispica (3.200); le superfici residue (3.400 ha) si distribuiscono nei restanti comuni di Vittoria, Acate, S. Croce Camerina, Pozzallo, Comiso e Chiaramonte.
Nel Siracusano il carrubo occupa 9.000 ettari circa; i comuni più interessati sono Noto (4.700 ha) e Rosolini (3.300 ha). Il restante migliaio di ettari si trova dislocato nei comuni di Avola, Siracusa, Sortino, Floridia e Canicattini Bagni.
Per quanto riguarda l’utilizzazione del frutto in passato veniva utilizzato per la preparazione di dolci e medicinali; oggi la farina di semi di carruba è utilizzata quasi unicamente nel settore alimentare, essa infatti è un additivo con caratteristiche addensanti, stabilizzanti e gelatinizzanti. La polpa, sotto forma di frantumato, viene assorbita dall’industria mangimistica e, in piccola parte, dagli allevatori locali.
Le principali varietà di carrubo diffuse in Sicilia sono:
LATINISSIMA: pianta vigorosa; produttività costante e abbontante; semi grossi;
RACEMOSA: dimensioni ridotte rispetto alla Latinissima; frutti di dimensioni più piccoli di forma arcuata; elevato contenuto in zucchero;
SACCARATA: pianta maestosa, ramificazioni fitte e nodose; da tempo abbandonata perché meno produttiva; produzione a grappoli;
FALCATA: pianta di grande sviluppo; produttività alternante, frutti di forma arcuata, poco polposi, poco zuccherini;
ERMAFRODITA BONIFACIO: di medio sviluppo e a portamento espanso; frutto lungo a basso tenore zuccherino; semi numerosi e di dimensioni medie;
ERMAFRODITA TANTILLO: portamento assurgente, internodi lunghi, produzione elevata e costante; frutto di media lunghezza, con polpa soffice, debolmente astringente.
Il carrubo costituisce senza dubbio uno degli elementi che maggiormente caratterizza gli ecosistemi mediterranei; il paesaggio dell’area iblea è fortemente contraddistinto dalla presenza di questa specie arborea avente una doppia valenza; come albero da frutto e ornamentale, svolgendo funzioni diverse (produttive e paesaggistiche)che, spesso, risultano abbinate.
Per quanto riguarda il mercato, è da notare che l’andamento dei prezzi medi all’ingrosso, riferendosi alle carrube come tali e non ai trasformati (polpa di carrube, semi o loro derivati) ha subito un notevole rialzo che fa ben sperare in una buona ripresa della coltura.
Maggiori informazioni: IL CARRUBO Situazione Attuale e Prospettve di Sviluppo