SUGGERIMENTI UTILI PER OTTENERE UN FIENO DI QUALITA’
Premessa
La fienagione rappresenta il sistema più diffuso di conservazione dei foraggi. Nella metodologia più classica e tradizionale l’affienamento consiste nel tagliare l’erba e lasciarla sul campo ad essiccare naturalmente, fin quando ha perduto tanta acqua affinché possa essere conservata senza che si inneschino processi di fermentazione o sviluppo di muffe. Nelle aziende zootecniche è necessario avere a disposizione del fieno che entra a far parte della razione giornaliera dei bovini.
Perdita di sostanze nutritive
Durante la fase di fienagione il foraggio subisce delle perdite che si devono attribuire principalmente a tre ordini di fattori: respirazione, perdite meccaniche e fermentazione in fienile.
Dopo il taglio dell’erba i processi di respirazione delle piante continuano fin quando il contenuto d’acqua non si abbassa al di sotto del 40%; a questo si devono aggiungere le perdite dovute alla fermentazione del foraggio che si ha durante la fase di appassimento sia quando si trova ancora in campo che in fienile. Le fermentazioni si arrestano completamente quando l’umidità del fieno scende sotto il 18%. Altre importanti perdite sono quelle meccaniche dovute alla caduta o alla frammentazione delle foglie durante le fasi di rivoltamento, raccolta e trasporto del fieno. In complesso le perdite si aggirano intorno al 20-25% della sostanza secca e del 30-35% delle proteine digeribili, quando le operazioni di fienagione avvengono in condizioni normali; le suddette perdite aumentano considerevolmente se la fienagione è ostacolata dal maltempo.
Per ridurre le perdite ed ottenere un fieno di qualità si suggerisce l’applicazione dei seguenti accorgimenti:
1. La prima regola da adottare per avere un fieno di qualità è quella di sfalciare il foraggio quando le essenze foraggere si trovano in fase di fioritura ottenendo, in questo caso, un prodotto con un maggior quantitativo di proteine digeribili, con un minore contenuto di fibra ed un alto valore nutritivo. Posticipare l’epoca di raccolta comporta un peggioramento delle caratteristiche qualitative e nutrizionali del foraggio anche se i quantitativi di fieno raccolti sono mediamente superiori. Pertanto per ottenere una discreta qualità accoppiata ad una discreta quantità di fieno raccolto è importante trovare il compromesso ideale sull’epoca di raccolta.
2. Per limitare le perdite di sostanze nutritive è importante ridurre, il più possibile, il tempo che intercorre tra lo sfalcio del foraggio e l’imballaggio dello stesso, che deve essere effettuato con una percentuale di umidità non superiore al 20%. Questo obiettivo, a parità di condizioni climatiche, è raggiungibile utilizzando durante la fase di raccolta le falcia condizionatrici con le quali il foraggio viene falciato e contemporaneamente schiacciato in appositi rulli, favorendone l’essiccazione. Anche il rivoltamento contribuisce a ridurre i tempi di essiccazione. Un’altra tecnica per accelerare i processi di essiccazione è la cosiddetta “ fienagione artificiale” che consiste nell’eseguire la prima parte dell’essiccamento in campo, fino al 40-50% di umidità (preappassimento), completando poi l’essiccamento in fienile con correnti di aria calda. Trascuriamo di parlare di questa tecnica perché, oltre ad essere costosa, non viene assolutamente utilizzata nel nostro territorio.
3. Un altro accorgimento da adottare, nei limiti del possibile, per ridurre le perdite meccaniche, è quello di effettuare l’imballaggio del fieno nelle prime ore del mattino quando l’umidità relativa dell’aria rende il foraggio più elastico e quindi meno soggetto al distacco e alla frantumazione delle foglie.