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E.S.A Ente di Sviluppo Agricolo Sicilia Sezione Coordinata Assistenza Tecnica Ragusa |
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NOTIZIARIO TECNICO LUGLIO 2001 |
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Confronto varietale di trifogli sotterranei Confronto varietale di trifogli resupinati Giornata di campagna sulla foraggicoltura PAC bovini 2001: modalità per accedere agli aiuti
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CONFRONTO VARIETALE DI
TRIFOGLI SOTTERRANEI
Miglioramento pascolo con trifoglio sotterraneo
Il trifolium subterraneum, appartenente alla famiglia delle leguminose, è una delle più importanti specie annuali autoriseminanti dell’ambiente mediterraneo, ai fini del miglioramento dei pascoli in ambiente asciutto, in grado di garantire un elevato livello produttivo e una buona persistenza, soprattutto nelle zone medio—alte.
La Sezione nel corso dell’annata agraria 2000/01, per verificare nel nostro territorio la produttività e l’adattabilità di alcune varietà di trifogli sotterranei, ha avviato nell’azienda del Sig. Tumino Giovanni & figli, in contrada Cilone ( 640 m s.l.m.) agro di Ragusa, un campo di confronto varietale di trifogli sotterranei, utilizzati con il pascolo del bestiame.
Nel campo sono stati coltivati separatamente tre varietà di trifogli sotterranei appartenenti alla sottospecie brachycalycinum, più tolleranti, rispetto alle altre sottospecie, nei confronti dell’alcalinità dei terreni.
Il terreno su cui è stata avviata la prova, dell’estensione complessiva di ettari due, è di medio impasto, con profondità compresa fra i 15 e i 20 cm, di buona fertilità. La coltura precedente era rappresentata dal riposo pascolativo.
Le tre cultivars di trifogli messi a confronto sono state: CV. Clare, CV. Antas e CV. Nuba.
Nella campo dimostrativo, le tre varietà di trifogli, consociati con loietto e avena, sono state coltivate separatamente nello stesso appezzamento di terreno.
Operazioni colturali:
La preparazione del letto di semina è senza dubbio una delle operazioni più importanti, per la buona riuscita dell’impianto. Nel caso specifico sono state effettuate, nel periodo estivo autunnale, due arature con un aratro a sei dischi. Per lasciare il terreno ben livellato è consigliabile, nell’ultima aratura, attaccare all’aratro un erpice a maglie snodate.
| Epoca di semina: |
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La semina è stata effettuata il 16 ottobre 2000, dopo un’abbondante pioggia registrata il giorno precedente la semina. In linea generale, nelle zone poste sopra i 400-450 m s.l.m. la semina è opportuno che venga eseguita quando si sono registrate piogge di almeno 15-20 mm fra la fine del mese di settembre fino a circa metà novembre. Se si anticipa l’epoca di semina si rischia di andare incontro a periodi di prolungata siccità con il conseguente appassimento delle plantule emerse. Nel caso in cui le piogge autunnali dovessero ritardare si può effettuare la semina in asciutto, verso metà novembre, quando le probabilità delle precipitazioni sono elevate.
| Profondità e modalità di semina: |
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I semi dei trifogli sotterranei non devono essere interrati ad una profondità superiore ai 2-3 cm, altrimenti si rischia di comprometterne l’emergenza.
Per effettuare l’operazione di semina è stata utilizzata una seminatrice idonea alla distribuzione dei semi minuti. Se la distribuzione della semente viene effettuata a spaglio manualmente o con lo spandiconcime si rischia di andare incontro a degli insuccessi.
Il trifoglio subterraneum può contribuire in modo determinante al miglioramento dei pascoli nelle zone medio—alte del ragusano.
Concimazione:
Le foraggere leguminose richiedono poco apporto di elementi fertilizzanti in cui particolare attenzione dovrà essere data all’elemento fosforo. Nel campo dimostrativo, essendo l’azienda ad indirizzo biologico, è stato utilizzato il concime organico biologico “Guanito” (6—15—3) alla dose di 3 q.li per ettaro.
Consociazione:
I trifogli sotterranei possono essere coltivati in semina pura o consociati con altre essenze foraggere. Nel campo dimostrativo è stata effettuata la consociazione con loietto e orzo. La consociazione del trifoglio sotterraneo con le graminacee è consigliabile perché consente di aumentare le rese produttive, di anticipare l’epoca del pascolamento e ridurre l’alea di rischio in caso di un andamento climatico sfavorevole allo sviluppo delle leguminose.
Densità di semina:
La densità di semina, ad ettaro, adottata nel campo è stata la seguente:
Trif. sotterraneo Kg. 34;
Loietto “ 11;
Orzo “ 18.
Rullatura:
La rullatura del terreno è stata effettuata dopo qualche giorno dalla semina. E’ un’operazione consigliabile sui terreni leggeri e di medio impasto non eccessivamente umidi, mentre è sconsigliabile nei terreni compatti ed eccessivamente argillosi.
Gestione del pascolo:
Il pascolo deve essere utilizzato dagli animali con una certa continuità, quando l’altezza delle piante raggiunge i 14—15 cm, evitando che le graminacee o altre erbe soffochino i trifogli.
Complessivamente nel campo sono state effettuate quattro pascolate così distribuite:
La 1° pascolata è stata effettuata dal 5/12 al 15/12, dopo circa 45 giorni dalla semina, in quanto l’orzo ed il loietto si presentavano al quanto sviluppati, immettendo nel campo n. 32 vacche da latte per circa due ore al giorno;
La 2° pascolata è durata 10 giorni, dal 15/01 al 25/01, immettendo lo stesso numero di animali indicati nella prima pascolata e per lo stesso periodo di tempo;
Nella 3° pascolata, di giorni 20, dal 25/2 al 14/3, sono stati immessi n. 75 vacche per l’intera giornata (notte e giorno) sull’intera superficie aziendale a pascolo ( circa 21 ettari);
La quarta ed ultima pascolata è durata circa 60 giorni, dal 28/3 al 25/5, immettendo n. 75 vacche per l’intera giornata sull’intera superficie aziendale a pascolo.
Comportamento produttivo:
Il comportamento produttivo delle tre varietà di trifogli messi a confronto è stato molto positivo consentendo di ottenere un abbondante pascolo dalle ottime caratteristiche qualitative. Nell’ambito delle tre cultivars di trifogli sotterranei messi a confronto possiamo dire che non vi sono state, ai fini produttivi, differenze sostanziali fra la CV. “Clare” e la CV. “Antas”, mentre la CV. “Nuba” è risultata più lenta nell’accrescimento e complessivamente meno produttiva rispetto alle altre due varietà. Il campo sarà seguito nei prossimi anni per verificarne la persistenza e la produttività, nel corso degli anni fra le tre cultivars provate nel campo.
| Andamento climatico: |
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L’ andamento climatico, nel corso dell’annata agraria 2000/01, è stato caratterizzato da piogge frequenti ed abbondanti per tutto il periodo autunnale ed invernale, fino al mese di febbraio, mentre sono state scarse nel mese di marzo e discrete nei mesi di aprile e maggio. Le temperature nel corso dell’annata agraria si sono mantenute sempre al di sopra della media stagionale.

CONFRONTO
VARIETALE DI TRIFOGLI RESUPINATI
Trifoglio resupinato consociato con loietto e orzo
Il trifoglio resupinato appartiene al genere trifolium. La pianta è annuale, utilizzabile con il pascolo o per la produzione di foraggio da utilizzare allo stato verde o per la produzione di fieno. In commercio esistono diverse varietà, di cui alcune con seme duro e quindi con la possibilità di persistere per alcuni anni.
I semi, di colore marroncino, sono molto piccoli: un Kg di semente contiene circa 2.000.000 di semi.
La Sezione nel corso dell’annata agraria 2000/01 ha avviato un campo dimostrativo di confronto varietale di trifogli resupinati, presso l’azienda del Sig. Gulino Vincenzo in contrada Cipponara, agro di Ragusa, posta a circa 600 m s.l.m.
Il terreno su cui è stata effettuata la prova di confronto varietale, dell’estensione complessiva di due ettari, è di medio impasto, discretamente profondo e molto pietroso, con leggera esposizione a Sud. Nell’anno precedente era stato coltivato orzo da pascolo.
Nel campo dimostrativo nel corso dell’annata agraria 2000/01 sono state coltivate nello stesso appezzamento di terreno tre varietà di trifogli e precisamente la CV. Laser, la CV. Kyambro e la CV. Nitro. La CV. Laser non produce semi duri, mentre le altre due varietà sopra indicate, producendo semi duri, hanno la possibilità di persistere per più anni.
Nel campo dimostrativo, le tre varietà di trifogli, coltivate separatamente, sono state consociate con loietto ed orzo.
Esigenze pedoclimatiche:
Il trifoglio resupinato predilige suoli argillosi, di medio impasto con pH compreso fra 6 e 8,5. Risulta un’essenza relativamente resistente al freddo, mentre necessita di un buon apporto idrico con almeno 600-700 mm. di pioggia nel corso dell’annata agraria, pertanto nel nostro ambiente sono da escludere per la coltivazione di questa foraggera le zone basse, a meno che non si abbia la possibilità di intervenire con irrigazioni di soccorso.
Il trifoglio resupinato è poco resistente nei confronti della siccità, per cui si devono escludere le zone poco piovose
Operazioni colturali:
Si deve porre particolare attenzione nella preparazione del letto di semina allo scopo di lasciare il terreno soffice e bel livellato per evitare che i semi finiscano in profondità, compromettendone l’emergenza. I lavori preparatori sono consistiti in due arature, effettuate nel periodo autunnale, con aratro tiller. Nell’ultima aratura è stato attaccato all’aratro un erpice a maglie snodate al fine di lasciare il terreno ben livellato.
| Epoca di semina: |
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La semina è stata effettuata il 6 ottobre 2000, dopo una pioggia registrata il giorno precedente. In linea generale la semina va effettuata nel periodo autunnale, dopo l’arrivo delle prime piogge, ad iniziare dalla prima decade del mese di settembre a tutto il mese di ottobre.
| Profondità e modalità di semina: |
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I trifogli resupinati devono essere interrati con pochi mm di terra; coprire i semi con più di uno—due cm di terra significa andare a sicuro fallimento.
“ I semi del trifoglio resupinato devono essere coperti con pochi mm di terra o lasciati in superficie”
Per la semina è stata utilizzata una seminatrice con la distribuzione a spaglio della semente, mentre la copertura è stata effettuata con un erpice a maglie snodate.
Consociazione:
Le tre varietà di trifogli utilizzate nel campo dimostrativo sono state consociate con il loietto e l’orzo, adottando la seguente densità di semina:
Trif. resupinato Kg. 20;
Loietto “ 9;
Orzo “ 9.
La consociazione del trifoglio resupinato con le graminacee è consigliabile, sia per anticipare l’inizio del pascolamento, sfruttando la maggiore rapidità di crescita del loietto e dell’orzo, sia per aumentare le rese produttive complessive ed in ultimo per diminuire il rischio produttivo nel caso in cui, per motivi diversi, la leguminosa non riuscisse ad affrancarsi. Quando si ricorre alla consociazione del trifoglio con le graminacee, quest’ultime devono essere presenti in quantità moderata altrimenti si compromette lo sviluppo della leguminosa.
Concimazione:
Per la concimazione del campo è stato utilizzato del concime stallatico, prodotto in azienda, alla dose di circa 100 q.li ad ettaro.
Rullatura:
La rullatura è stata effettuata dopo qualche giorno dalla semina.Utilizzazione:
Le tre cultivars di trifogli resupinati, consociate con loietto e orzo, sono stati utilizzate a pascolo nelle fasi iniziali fino a circa metà marzo 2001 e per la produzione di insilato successivamente. Complessivamente sono state effettuate quattro pascolate così distribuite:
La 1° pascolata, di giorni 10, dall’8 al 17/11/00, dopo poco più di un mese dalla semina, immettendo
sul campo n. 35 vacche da latte per 1,5-2,0 ore al giorno;
La 2° pascolata, di giorni 5, è stata effettuata dall’8 al 12/01/01, immettendo sul campo 32 vacche la latte per un’ora e mezza al giorno;
La 3° pascolata, di giorni 7, è stata effettuata dal 21 al 27/02/01, immettendo sul campo 34 vacche la latte per un’ora e mezza al giorno;
La 4° ed ultima pascolata, di giorni 7, è stata effettuata dall’8 al 14/03/01, immettendo sul campo 32 vacche la latte per due ore al giorno;
Come precedentemente detto la produzione foraggera ottenuta successivamente all’ultima pascolata è stata utilizzata per la produzione di insilato.
Comportamento produttivo:
Il comportamento produttivo delle tre cultivars di trifogli resupinati messi a confronto è stato complessivamente buono, non riscontrandosi differenze produttive sostanziali fra la CV. Laser, la CV. Kyambro e la CV. Nitro. La CV. Laser, rispetto alle altre due varietà, è risultata più rapida nell’accrescimento con notevole capacità di ricaccio. Tutte le tre varietà provate si adattano ad essere pascolate fornendo un foraggio dalle ottime caratteristiche qualitative molto appetibile dal bestiame. Le suddette varietà di trifogli resupinati si adattano anche per la produzione di foraggio da utilizzare con lo sfalcio per la produzione di fieno, fieno-silo ed insilato. Nel caso specifico il foraggio è stato utilizzato per la produzione di insilato ottenendo una produzione media di circa 100 q.li ad ettaro.
Tutte e tre le varietà di trifogli resupinati, provati in campo, soffrono gli stress idrici, risultando particolarmente sensibile alla siccità la CV. Laser.
| Andamento climatico: |
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L’andamento climatico, nel corso dell’annata agraria 2000/01, è stato caratterizzato da temperature che si sono mantenute, quasi sempre, al di sopra della media stagionale e da un andamento pluviometrico con piogge frequenti ed abbondanti nel periodo autunno—vernino, fino al mese di febbraio, mentre sono state scarse nel mese di marzo e discrete nel mese di aprile e maggio.

GIORNATA DI
CAMPAGNA SULLA FORAGGICOLTURA
La Sezione Coordinata di Assistenza Tecnica di Ragusa ha organizzato il giorno 28 marzo 2001 una “ giornata di campagna sul miglioramento dei pascoli e sulla coltivazione di essenze foraggere da fieno”, invitando agricoltori e tecnici per la visita di tre campi dimostrativi realizzati dalla Sezione in altrettante aziende del comprensorio di appartenenza.
Il primo campo dimostrativo visitato, presso l’azienda Tumino Giovanni sita in contrada Cilone, è stato quello sul “ Confronto varietale di trifogli sotterranei da utilizzare a pascolo”, in consociazione con loietto ed orzo. Le cultivars di trifogli messe a confronto sono state l’Antas, il Clare e il Nuba; delle tre cultivars il Clare e l’Antas hanno avuto un ottimo comportamento produttivo, mentre il Nuba è stato meno produttivo.
“ Ottimo il comportamento produttivo del trifoglio sotterraneo CV. Clare e CV. Antas.
Il secondo campo dimostrativo visitato, presso l’azienda Gulino Vincenzo sita in contrada Cipponara, è stato quello sul “confronto varietale di trifogli resupinati da utilizzare a pascolo”, sempre in consociazione con loietto e orzo. Le cultivars di trifogli messi a confronto sono state il Nitro, il Laser e il Kyambro. Malgrado la carenza di precipitazioni e l’aumento di temperatura durante il mese di marzo, si può affermare che i risultati produttivi sono da considerarsi buoni; delle tre varietà il trifoglio Laser si è sviluppato molto di più rispetto alle altre due. Nel mese di maggio è stato effettuato lo sfalcio del foraggio per essere insilato, ottenendo una produzione di circa 100 q.li ad ettaro in foraggio verde. Detta produzione può considerarsi modesta data la scarsa piovosità registrata nella zona.
Il terzo ed ultimo campo dimostrativo visitato, presso l’azienda dei fratelli Tumino sita in contrada Castiglione, è stato quello sulla “coltivazione della medica scutellata, in consociazione con loietto, per essere utilizzata a fieno-silo”. La varietà di medica utilizzata è stata la “Kelson”; lo sfalcio è stato effettuato nel mese di aprile e la quantità di foraggio insilata è stata valutata intorno ai 290 q.li circa ad ettaro, con una sostanza secca al momento della raccolta del 22-23%.
Il risultato produttivo può considerarsi discreto, tenendo conto dell’andamento pluviometrico, sostanzialmente siccitoso, nel periodo primaverile.
In conclusione possiamo dire che la giornata ha avuto una buona riuscita, con scambio di esperienze tra tecnici e agricoltori, per il trasferimento in campo dei risultati conseguiti.
PAC BOVINI
2001: modalità per accedere agli aiuti

La crisi generata dalla cosiddetta “mucca pazza” ha provocato un notevole calo del prezzo di vendita della carne bovina, per cui gli aiuti al reddito, rappresentati dai premi zootecnici, costituiscono un aspetto significativo per alleviare la crisi zootecnica.
Con il decreto ministeriale del 22 gennaio 2001 vengono fissate le modalità per l’erogazione degli aiuti per il 2001. Fra le novità introdotte, rispetto agli anni scorsi, vi è l’inserimento della clausula ambientale o eco—condizionalità che prevede la subordinazione dei pagamenti dei premi al rispetto di norme di protezione ambientale.
Beneficiari degli aiuti:
Possono beneficiare del premio tutti gli allevatori, detentori di bovini oggetto di aiuto, con regolare iscrizione all’anagrafe delle aziende zootecniche (codice aziendale) e in regola con l’identificazione degli animali (marca auricolare con numero di identificazione) ed essere titolari di partita IVA.
| Tipologie di premio: |
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I
premi previsti sono suddivisi in cinque tipologie:Premio speciale per bovini maschi;
Premio per vacche nutrici;
“ di estensivizzazione;
Premio alla macellazione;
Pagamenti supplementari da dotazioni nazionali (enveloppe)
Le domande di premio devono essere redatte esclusivamente sui modelli stampati e distribuiti a cura dell’AGEA (ex AIMA) ed essere indirizzate in originale alla stessa a mezzo raccomandata postale o mediante consegna effettuata direttamente o tramite terzi, ed in copia all’Assessorato Regionale Agricoltura e Foreste.
| BOVINI MASCHI: premio speciale | ![]() |
Per i bovini maschi è stato eliminato, come l’anno scorso il limite di 90 capi per azienda, mentre resta confermato il vincolo di densità aziendale che non può superare le 2 UBA per ettaro di superficie foraggera e il massimale nazionale pagabile è pari a 598.746 capi bovini; qualora il numero dei premi richiesti superi il plafond nazionale, l’Organismo pagatore provvede ad operare una riduzione proporzionale allo splafonamento. Sono esclusi dalla riduzione i produttori che hanno richiesto a premio un numero di capi non superiore a 25 capi nel corso dell’anno. L’aiuto viene concesso una sola volta nella vita dell’animale per tori o vitelloni al raggiungimento dell’età di nove mesi.
Entità del premio: £. 358.210
Obblighi del richiedente:
Rispettare il vincolo di densità, ossia possedere un carico di bestiame non superiore a 2 UBA per ettaro di superficie foraggera;
E’ necessario presentare la domanda “seminativi”, entro i termini previsti, con l’indicazione della superficie foraggera;
Per i produttori che richiedono a premio complessivamente meno di 15 UBA non è necessario rispettare quanto previsto nei punti 1 e 2;
L’allevatore deve detenere gli animali in azienda per almeno due mesi dal giorno successivo alla data di protocollo dell’AGEA;
Il produttore per gli animali richiesti a premio deve indicare il numero della domanda sul passaporto che accompagna gli animali in tutte le movimentazioni commerciali, sino alla macellazione con la dicitura “ Bovino maschio richiesto a premio con domanda n. …...…. del……..…..;
Aver costituito presso gli Uffici abilitati il Fascicolo del produttore.
Presentazione delle domande:
Il periodo di presentazione delle domande, per l’anno 2001, va dal 1° marzo al 30 novembre. Per poter presentare la domanda il vitello deve aver raggiunto il settimo mese di vita;
Ciascun produttore potrà presentare al massimo cinque domande nel corso dell’anno, entro i termini prestabiliti.
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VACCHE NUTRICI: premio di mantenimento |
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Le vacche ammesse al premio devono appartenere ad una razza ad orientamento carne od ottenuta da un incrocio con una di tale razza ed appartenenti ad una mandria destinata all’allevamento dei vitelli per la produzione di carne, di almeno 20 mesi di età e che abbiano già partorito alla data di presentazione della domanda. Inoltre è possibile estendere tale premio anche alle giovenche di almeno 8 mesi di età che non hanno ancora partorito. Il numero massimo di giovenche a premio non può superare il 20% del totale dei capi per i quali si richiede il premio delle vacche nutrici.
Beneficiari del premio:
Possono beneficiare del premio i possessori di quota individuale che non può essere superata, fatta salva ogni eventuale acquisizione per successiva assegnazione di diritti provenienti dalla riserva nazionale o per trasferimento intervenuto tra i privati produttori.
Qualora un produttore nel corso di ogni anno non utilizzi almeno il 90% dei diritti, senza giustificato motivo, la quota non utilizzata viene trasferita nella riserva nazionale.
Non possono beneficiare del premio le aziende che allevano esclusivamente vacche appartenenti a razze da latte e le aziende titolari di un quantitativo di riferimento latte superiore a 120.000 Kg.
Entità del premio: £. 449.215
Obblighi del richiedente:
E’ necessario rispettare il vincolo di densità che non può superare le 2 UBA/ha per superficie foraggera;
Aver presentato, entro i termini previsti, la domanda “seminativi” con l’indicazione della superficie foraggera. Sono esentati dall’obbligo della presentazione della domanda “seminativi” i produttori che richiedono a premio complessivamente meno di 15 UBA;
L’allevatore deve mantenere le vacche a premio in azienda per almeno sei mesi dal giorno successivo alla data di protocollo della domanda presso l’AGEA;
Essere in regola con l’iscrizione e la registrazione del bestiame;
Tenere il registro di stalla, vidimato dalla A.S.L., periodicamente aggiornato;
Comunicare all’A.S.L. e all’AGEA le variazioni intervenute, durante il periodo di detenzione, nell’allevamento quali vendite, abbattimenti e sostituzioni.
Presentazione delle domande:
La domanda deve essere presentata dal 15 maggio al 15 ottobre, dai produttori titolari di quota.
Trasferibilità di quota:
E’ possibile la trasferibilità dei diritti tra i produttori, purché ne venga data comunicazione all’AGEA. E’ possibile un periodo di cessione temporanea che non può superare i tre anni consecutivi.
Richiesta di quota:
L’allevatore può richiedere l’assegnazione di una nuova quota o l’aumento della quota già posseduta attingendo dalla riserva nazionale tramite apposita domanda da presentare all’AGEA entro e non oltre il 13 giugno.

Schema di conversione in unità di bestiame adulto (Uba)
Bovini maschi e giovenche di età superiore a 24 mesi, vacche nutrici, vacche da latte 1,0 Uba
Bovini maschi e giovenche di età compresa tra i 6 e 24 mesi 0,6 Uba
Ovini e caprini 0,15 Uba
PREMIO DI ESTENSIVIZZAZIONE: Beneficiari del premio
Per incentivare la produzione estensiva, i produttori che beneficiano del premio speciale per i bovini maschi e/o del premio per vacca nutrice, possono usufruire di un ulteriore premio se rispettano determinati coefficienti di densità.
Entità del premio:
I premi sono articolati secondo il coefficiente di densità osservati dall’allevatore, che per l’anno 2001 è pari a:
£. 63.897 per coefficiente di densità tra 1,6—2 Uba/Saf;
£.127.794 per coefficiente di densità inferiore a 1,6 Uba/Saf.
Il carico di bestiame per ettaro foraggero deve essere rispettato dal 1° gennaio al 31 dicembre.
Calcolo del coefficiente di densità ai fini del premio di estensivizzazione:
La superficie foraggera (Saf) da prendere in considerazione per il calcolo del coefficiente di densità deve consistere per almeno il 50% di pascoli e, per la parte restante, da altra superficie foraggera disponibile per l’allevamento bovino ed ovi—caprino;
Non costituiscono superficie foraggera i seminativi che percepiscono il premio Pac ( grano duro, mais, orzo, avena, piselli, fave e favette, ecc.).
In pratica rientrano per il calcolo della Saf i prati, i pascoli e le foraggere avvicendate, anche se sfalciate.
Per pascolo si deve intendere una superficie, saltuaria o permanente, la cui produzione foraggera sia utilizzabile in campo dagli animali.
Presentazione delle domande:
Il produttore che voglia avvalersi del premio di estensivizzazione deve indicare, nella prima domanda di premio speciale e/o vacca nutrice, che intende aderire al premio di estensivizzazione, specificando quale sia la fascia in cui ricade la sua azienda.
PREMIO ALLA MACELLAZIONE O ALL’ESPORTAZIONE: Beneficiari
Tutti i detentori degli animali che presentano apposita domanda di premio.
Presentazione delle domande:
Le domande devono essere presentate all’AGEA nel periodo compreso tra il 1° marzo ed il 28 febbraio dell’anno successivo per gli animali macellati o esportati entro il 31 dicembre, comunque entro 6 mesi dalla data di macellazione o esportazione extra UE. La domanda deve essere corredata da:
Un attestato, per gli animali macellati, rilasciata dalla struttura di macellazione;
Da una dichiarazione dell’esportatore per gli animali esportati.
Entità del premio:
L’importo del premio alla macellazione o all’esportazione, per l’anno 2001, e il seguente:
£. 102.622 per i bovini adulti;
£. 63.897 per i vitelli di età compresa fra 1 e 7 mesi di vita, il cui peso carcassa sia inferiore a 160 Kg se macellati, o il cui peso vivo sia uguale o inferiore a 290 Kg se esportati.
Obblighi dei beneficiari:
Per poter beneficiare del premio il produttore deve detenere l’animale in azienda per almeno due mesi; tale periodo di detenzione è ridotto ad 1 mese per gli animali macellati od esportati di età inferiore a 3 mesi.
Massimali:
Il premio alla macellazione o all’esportazione viene concesso entro un limite massimo di capi stabilito per singolo Paese e che per l’Italia risulta pari a:
3.426.835 capi per bovini adulti;
1.321.236 capi per i vitelli.
PREMI SUPPLEMENTARI
Gli Stati membri, possono concedere dei premi supplementari entro determinati massimali accordati a ciascun Stato. I suddetti importi possono essere erogati per capo di bestiame e/o per superficie. L’Italia ha scelto di accordare i pagamenti supplementari per capo di bestiame.
Animali che hanno diritto al premio:
Nel corso dell’anno 2001 saranno erogati 43,7 milioni di euro nell’ambito dei pagamenti supplementari che saranno ripartite fra le seguenti categorie di animali:
A– bovini maschi di età superiore a 8 mesi ai quali è riservata una quota finanziaria di 36,2 milioni di euro distribuita come integrazione al premio alla macellazione e ripartita nel seguente modo:
Una quota pari a 19 milioni di euro, solamente per i produttori che hanno detenuto gli animali negli ultimi 5 mesi di vita;
Una quota pari a 1 milione di euro per i capi che rientrano nel sistema di controllo per i prodotti tipici e per il biologico;
La quota residua, pari a 16,2 milioni di euro, è versata ai produttori appartenenti a consorzi volontari o altri organismi associativi che da almeno cinque mesi operino nell’ambito dei Sistemi Qualità e dispongono di disciplinari di produzione. Tali consorzi od organismi devono essere certificati.
B– Vacche e giovenche di razze specializzate da carne, a cui è riservata una dotazione finanziaria complessiva di 7,5 milioni di euro erogabili in base alle seguenti modalità:
Per le vacche nutrici delle aziende inscritte nei specifici libri genealogici da carne italiani, come integrazione al premio alla vacca nutrice;
Per le giovenche, figlie di vacche nutrici iscritte ai libri genealogici da carne italiani, come integrazione al premio alla vacca nutrice, per i soggetti (rientranti nel 20%) che già beneficiano di tale premio;
Per le giovenche, figlie di vacche nutrici iscritte ai libri genealogici da carne italiani, come integrazione di premio alla macellazione, a favore dei produttori che dimostrino di aver detenuto gli animali nelle loro aziende per un periodo di almeno cinque mesi prima della macellazione.
Entità del premio:
Al momento è difficile prevedere l’entità del premio a capo, in quanto bisogna verificare il numero delle domande presentate, dovendo ripartire la disponibilità nazionale fra i bovini a premio.
Tuttavia, per i bovini maschi l’importo massimo di premio che può essere corrisposto non può superare i 150 euro (£. 290.440) per capo, relativamente ai punti 2 e 3, cui si aggiungeranno gli importi erogati per quanto disposto nel punto 1.
Per le giovenche e le vacche nutrici il premio non può superare 43 euro (£. 83.260) per capo.
Eco—condizionalità

I pagamenti di tutte le tipologie di premi zootecnici sono condizionati dall’osservanza dei requisiti in materia di protezione ambientale. I suddetti requisiti ambientali riguardano lo stoccaggio degli effluenti zootecnici liquidi, negli allevamenti a stabulazione fissa; stoccaggio che deve essere realizzato in bacini impermeabili per natura del sito o impermeabilizzati artificialmente.
Per stabulazione fissa s’intende la stalla sprovvista di annessi recinti all’aperto.
Tuttavia il decreto sull’eco—condizionalità non è ancora esecutivo, per cui stando la situazione attuale, sarà difficilmente applicabile per il 2001.