NOTIZIE IN BREVE

 

 

Il disaccoppiamento del latte bovino.

              Il disaccoppiamento del latte bovino decorrerà dal 2006, quando il valore unitario del premio raggiungerà il massimo livello che sarà di 0,035 euro per chilogrammo di latte. Il suddetto premio disaccoppiato sarà del tutto slegato dalla produzione.  Potranno accedere all’aiuto i produttori titolari di una quota latte al 31 marzo 2006. L’importo di riferimento per l’aiuto disaccoppiato sarà calcolato sul volume della quota disponibile al 31 marzo 2006, indipendentemente dal titolo di possesso della stessa (di proprietà o in affitto). Pertanto un allevatore che affitterà una quota di produzione con utilizzo nel corso della campagna 2005/2006 si assicurerà anche i futuri pagamenti disaccoppiati PAC e quando restituirà la quota al proprietario questa avrà perso parte del proprio valore.

Grano duro: superfici investite in picchiata

Con l’introduzione, già da quest’anno, della riforma PAC  con il premio unico disaccoppiato si è avuta una notevole contrazione delle semine di grano duro nella corrente annata agraria rispetto all’anno scorso. Secondo le prime stime la riduzione delle superfici investite a grano duro a livello nazionale è stata intorno al 28% rispetto al 2004, passando da 1,77 a 1,27 milioni di ettari, quindi sono stati persi circa 500 mila ettari di terreno coltivato a grano duro. Le regioni più colpite dalla contrazione sono state, in termini percentuali, il Lazio, l’Umbria e la Toscana. In Puglia la contrazione si è allineata con quella nazionale, mentre in Sicilia la riduzione è stata intorno al 18%.

Proroga cambiali agrarie

Per il ripianamento delle passività delle aziende agricole la finanziaria regionale, approvata nel mese di dicembre 2004, prevede che la scadenza dei termini di pagamento delle cambiali agrarie venga prorogata al 31 dicembre 2005.

Rincaro del 30% delle imposte fisse

A seguito dell’emanazione del provvedimento di cui all’art. 1 della legge n. 311/04  sono state aumentate le imposte fisse di registro, ipotecarie e catastali nella misura di circa il 30%. L’aumento di tale imposte riguarda esclusivamente l’importo fisso mentre quello proporzionale resta immutato. Le principali imposte che hanno subito l’aumento sono: 1) l’imposta fissa di registro passa da € 129,11 a € 168,00: viene applicata per gli atti di acquisto di terreni agricoli da parte di coltivatori diretti e imprenditori agricoli a titolo principale iscritti all’Inps; 2) l’imposta ipotecaria fissa: anch’essa passa a € 168,00 e si applica in presenza di trasferimento di immobili da parte di coltivatori diretti e Imprenditori agricoli professionali; 3) l’imposta catastale fissa è stata portata anch’essa a € 168,00; 4) imposta di registro in misura fissa per la registrazione dei contratti di affitto di immobili e quindi di fondi rustici è stata aumentata da € 51,65 a € 67,00.  I nuovi aumenti decorrono dal 1 febbraio 2005.