REINTRODOTTI I DAZI DOGANALI PER L’IMPORTAZIONE DEI CEREALI

 

 

Premessa

              I dati diffusi a livello europeo sulla produzione di cereali nella corrente campagna di commercializzazione fanno emergere in tutta chiarezza che le condizioni di mercato sono sensibilmente cambiate rispetto all'annata precedente,quando si è risentito in modo critico della situazione di eccesso di domanda e le quotazioni sono schizzate a livelli record, per certi prodotti mai raggiunti nel passato.

              Oggi l'offerta cerealicola europea si è abbondantemente ripresa, tanto che la produzione 2008-2009 è cresciuta di quasi 52 milioni di tonnellate rispetto al 2007-2008, con un balzo di oltre il 20%. Alla base di questa eccezionale performance ci sono due fattori: l'incremento della superficie coltivata e la buona risposta in termini di produttività. I terreni coltivati a cereali in tutta l’Unione europea sono aumentati di 3,7 milioni di ettari (+6,6%), crescita in parte ascrivibile alla decisione della Commissione di sospendere momentaneamente l'efficacia del set aside obbligatorio e in parte alla volontà degli agricoltori di approfittare della favorevole congiuntura di mercato e delle buone quotazioni raggiunte. In media negli ultimi anni nell’Unione Europea sono stati posti a set aside circa 6 milioni di ettari, di cui 4 in via obbligatoria e il resto come riposo volontario.

  Per quanto riguarda la resa si è passati da 4,6 a 5,2 t/ha. L’aumento della superficie e delle rese accomuna tutti i cereali: il frumento tenero, quello duro, il mais e l’orzo. Il buon andamento produttivo consente di riportare le scorte a un livello superiore rispetto al recente passato. In base alle indicazioni fornite dal Coceral, la campagna in corso si chiude con giacenze cerealicole complessive di circa 68 milioni di tonnellate, a fronte dei 45-46 milioni che si sono registrati a partire dall’esordio della campagna 2007-2008.

I consumi di cereali nei mangimi nell’alimentazione umana e negli utilizzi di tipo industriale rimarrà ai livelli del 2007-2008. La maggiore disponibilità di materie prime si farà sentire sulla bilancia commerciale dell’Unione Europea attraverso una riduzione delle importazioni e un incremento delle esportazioni.

 Prezzi in calo

  La nota dolente è data dai prezzi di mercato. L’abbondanza di prodotti cerealicoli ha determinato la discesa dei prezzi. A livello europeo le quotazioni del frumento tenero panificabile sono calate da un livello medio dello scorso anno di 248 euro/t a 180 dell’attuale campagna. Ciò sta destando qualche preoccupazione tra le organizzazioni agricole europee, tanto che non è isolata la richiesta rivolta alla Commissione di introdurre nuovamente i dazi all’importazione, in modo da proteggere il mercato comunitario. In Italia è stato il caso della Cia, che la scorsa settimana ha formalmente avanzato tale proposta. La quotazione del mais nel nostro Paese è passata dal massimo di oltre 240 euro/t registrato nel mese di gennaio scorso, a circa 145 euro di oggi, registrando un calo del 40%.    

Reintroduzione dazi doganali

  I dazi doganali sulle importazioni di cereali erano stati sospesi dal primo gennaio, per un periodo di sei mesi, fino al primo luglio 2008, per far fronte ad un aumento della domanda e al vertiginoso aumento dei prezzi.

  Attualmente, come detto sopra, la situazione è completamente rovesciata con prezzi dei cereali in netto calo e una eccedenza dell’offerta. Per fronteggiare la grave situazione di crisi del settore cerealicolo, l’Unione europea reintrodurrà i dazi sulle importazioni di cereali, su proposta della Commissione europea.

  Le organizzazioni di categoria hanno accolto con soddisfazione la proposta del Comitato Ue di ripristinare i dazi all’importazione dei cereali, ritenendola una misura indispensabile per favorire la commercializzazione del prodotto italiano a un prezzo equo per l’agricoltore.