SIGNIFICATO DELLE SIGLE DEI PRODOTTI AGRICOLI CERTIFICATI
Premessa
L’Unione europea fin dagli anni ‘90 ha portato avanti una politica che protegga e valorizzi i prodotti agricoli alimentari di qualità, attraverso un percorso di tutela che ha portato all’istituzione di prodotti certificati ed identificati con diverse sigle, quali DOC, DOCG, IGT, DOP, IGP e STG. Sono sigle che identificano l’eccellenza enogastronomica del sistema agro-alimentare europeo ed italiano in particolare.
I prodotti agricoli di qualità, da un lato, valorizzano le zone rurali, grazie alle sue ricadute sull’ambiente, sulla produzione agricola e sul mantenimento del tessuto sociale; dall’altra parte, in un mercato fortemente segmentato e competitivo, disciplinari di produzione e certificati di qualità rappresentano un’ulteriore garanzia in termini di immagine e tracciabilità tanto per i produttori quanto per i consumatori. Tutto ciò si traduce in un valore aggiunto che premia il prodotto e il suo territorio di origine.
Significato delle sigle
Da un’indagine condotta dall’ISMEA in Italia nel 2005 sulla notorietà sulle diverse sigle dei prodotti alimentari emerge che solo il 61% degli intervistati ricorda il marchio DOP: meno di due italiani su tre. Ancora meno conosciute le sigle degli altri marchi. Molti intervistati hanno dichiarato che apprezzerebbero una maggiore e diffusa informazione sull’argomento. Qui di seguito si riporta il significato delle diverse sigle:
· DOC (Denominazione di origine controllata): e’ un marchio di origine che certifica la zona di provenienza delle uve per vini di qualità, rinomati per caratteristiche legate ad ambiente e fattori umani, prodotti nel rispetto di uno specifico disciplinare di produzione (approvato con Decreto Ministeriale). Tali vini, prima di essere messi in commercio, devono essere sottoposti in fase di produzione ad una preliminare analisi chimico-fisica e ad un esame organolettico che certifichi il rispetto dei requisiti previsti dal disciplinare; il mancato rispetto dei requisiti ne impedisce la messa in commercio con la dicitura DOC.
· DOCG (Denominazione di origine controllata e garantita): e’ un marchio che indica al consumatore l’origine geografica di un vino di particolare pregio e notorietà. Sottoposti a controlli severi, portano un contrassegno di Stato che consente la numerazione delle bottiglie a garanzia dell’origine. In Sicilia l’unico vino a marchio DOCG è il “Cerasuolo di Vittoria”.
· IGT (Indicazione geografica tipica): è un marchio di origine che qualifica i vini da tavola prodotti in determinate regioni o aree geografiche secondo un generico disciplinare di produzione (poco restrittivo), autorizzato per legge.
· DOP (Denominazione di origine protetta): identifica un prodotto le cui peculiari caratteristiche qualitative dipendono essenzialmente o esclusivamente dal territorio in cui sono prodotti. La produzione, la trasformazione e l’elaborazione devono avere luogo in un’area geografica determinata e caratterizzata sia da fattori naturali (clima, caratteristiche ambientali) e sia da fattori umani (tecniche di produzione tramandate nel tempo, artigianalità) che, combinati insieme, consentono di ottenere un prodotto inimitabile al di fuori di una determinata zona di produzione. Chi fa prodotti DOP deve attenersi alle rigide regole produttive stabilite nel disciplinare di produzione, e il rispetto di tali regole è garantito da uno specifico organismo di controllo.
· IGP (Indicazione geografica protetta): la certificazione IGP è “la sorella minore” della DOP, poiché prevede norme molto meno restrittive rispetto a quest’ultima, che si concretano in un legame con il territorio molto più blando e con disciplinari di produzione molto più flessibili. Per ottenere la IGP almeno una fase del processo produttivo deve avvenire in una particolare area. La differenza sostanziale fra DOP e IGP è la seguente: nel prodotto DOP tutte le fasi che vanno dalla produzione, alla trasformazione e/o elaborazione devono avere luogo nella stessa area geografica, mentre un prodotto per ottenere il marchio IGP è sufficiente che almeno una delle fasi sopraddette (produzione, e/o trasformazione e/o elaborazione) avvengono nell’area geografica determinata. Pertanto il marchio IGP non ci garantisce riguardo la provenienza della materia prima, in quanto per ottenere la certificazione è sufficiente che il prodotto venga trasformato o elaborato nell’area interessata.
· STG (Specialità tradizionale garantita): si rivolge a prodotti agricoli e alimentari che abbiano una “specificità” legata al metodo di produzione o alla composizione legata alla tradizione di una zona, ma che non vengono prodotti necessariamente solo in tale zona.