REGIONE SICILIANA

E.S.A.

ENTE DI SVILUPPO AGRICOLO

SEZIONE COORDINATA DI ASSISTENZA TECNICA RAGUSA

MIGLIORAMENTO  DEI  PASCOLI NELL’AREA  IBLEA

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4. CARATTERISTICHE DELLE AZIENDE ZOOTECNICHE

 Le aziende zootecniche sono concentrate soprattutto nell’altopiano ragusano e modicano mentre le aziende ad indirizzo orticolo-floricolo-frutticolo sono ubicate per lo più lungo la fascia costiera. Nel territorio di Ragusa il settore primario ha una notevole incidenza in termini di valore aggiunto che di occupazione, infatti dai dati rilevati dall’ISTAT (1991) e dalla locale C.C.I.A.A. di Ragusa si nota che la popolazione attiva è pari a 106.000 unità di cui occupate 88.000 (circa il 30% della popolazione presente). Analizzando quest’ultimo dato per settore di attività economica, si rileva che  contrariamente alla tendenza flessiva dell’occupazione agricola registrata in Sicilia ed in Italia, nella Provincia di Ragusa la domanda di lavoro nel settore primario assorbiva circa il 23 % degli occupati.

 Tavola 5 - Occupati in agricoltura 

Occupati Ragusa Sicilia
a) in agricoltura 20.000 216.000
b) in totale 88.000 1.468.000
c) % a/b 22,72 14,71

Fonte: ISTAT 1991 

           Il numero complessivo di aziende è di 26.935 di cui 18.516 si trovano in collina e 8.419 in pianura.  Dai dati del  IV Censimento dell’Agricoltura  - ISTAT, la destinazione colturale è la seguente:

 Tavola 6  - Destinazione colturale del terreno in provincia di Ragusa   

Destinazione colturale Ettari (Ha)
PRATI PERMANENTI E PASCOLI

  30.750

COLTIVAZIONI LEGNOSE  

28.737

SEMINATIVI   68.425
 - Foraggere avvicendate   13.573
 - Cerali   24.963
SUPERFICIE AGRICOLA UTILIZZATA   127.912
SUP. AGR. NON UTILIZZATA 4.265
ALTRA SUPERFICIE   9.772
TOTALE   141.949

Fonte: IV cens. gen. agric. 1991

             La forma di conduzione prevalente risulta essere quella diretta-coltivatrice, con l’impiego quasi esclusivo, della sola manodopera familiare (97,8% delle aziende e 90,7% della superficie totale).

            Per quanto riguarda il titolo di possesso la maggior parte delle aziende risulta condotta in proprietà (94,1 %).

            L’agricoltura si pone attualmente come il settore trainante dell’economia provinciale, circa gli orientamenti produttivi essa si conferma vocata alla zootecnia nell’altopiano, alle orticole in serra ed in pieno campo nella zona litoranea e alla cerealicoltura e alla frutticoltura nelle zone collinari.

            Nel territorio ibleo le aziende zootecniche sono orientate prevalentemente verso l’allevamento bovino per la produzione del latte, che viene venduto direttamente alle ditte acquirenti, oppure viene trasformato in azienda per la produzione del tipico formaggio ragusano.  L’ISTAT ha censito, per l’anno 1991, 6176 aziende dedite all’allevamento  (compresi animali di bassa corte e conigli) di cui 3.004 dedite all’allevamento bovino e di queste ben 2.345 specializzate nella produzione di latte.

Il patrimonio bovino ammonta in provincia di Ragusa secondo la fonte ISTAT  a circa 78.000 capi di cui vacche da latte 29.500 circa.

 Tavola 7 - Aziende che allevano bovini e ovini in provincia di Ragusa.  

Specie Allevate  1990 1982

1970

Aziende Capi Aziende Capi Aziende Capi
Bovini 3.004 77.939 4.237 71.272 5.231 63.290
Vacche da latte 2.345 29.413 3.445 27.214 4.519 22.470
Ovini 761 18.335 949 9.274 1.658 12.874
Pecore 751 17.924 924 7.622 1.655 11.938

Fonte: ISTAT

Confrontando i dati forniti dai precedenti censimenti si ricavano alcune interessanti indicazioni. (Vedi Tavola 7)

- Il numero degli allevamenti bovini, nell’arco di vent’anni si è numericamente ridotto, per contro è aumentato il numero dei capi allevati per azienda;

- Anche gli allevamenti ovini hanno registrato la stessa tendenza.

            Dall’analisi dei dati sopra citati, emergono dei segnali di una diffusa ristrutturazione del comparto che vede le aziende marginali in via di estinzione, mentre quelle attive tendono a potenziare il loro patrimonio zootecnico.

           Le aziende dedite all’allevamento bovino sono collocate prevalentemente sull’altopiano ibleo, tradizionalmente vocato a questo tipo di utilizzazione.

            La superficie media delle aziende zootecniche è di circa 25 - 30 ettari collocandosi ad un valore nettamente superiore alle medie Provinciale, Regionale e Nazionale. Questo dato è spiegabile dall’indirizzo produttivo estensivo asciutto della maggior parte delle aziende zootecniche. Dai dati forniti dall’Associazione Regionale Allevatori di Ragusa, aggiornati al mese di maggio 1995, relativi alle 265 aziende sottoposte ai controlli funzionali (8,9% delle aziende con bovini) emerge la seguente situazione:

a) la dimensione media aziendale è di 34 ettari;

b) la media degli animali allevati in azienda è di circa 75 capi di cui 30 vacche;

c) le vacche sottoposte ai controlli funzionali risultano complessivamente 6.558, per razza così distribuite:

 

Razza N.vacche sottoposte ai C.F. Percentuale
Bruna Italiana 823 12,55
Frisona Italiana 4.049 61,74
Modicana 446 6,80
Razze diverse 1.240 18,91
Totale 6.558 100,00

 

  Fonte: ARA Ragusa 1995   

 La superficie media aziendale si evince dalla seguente tavola.

 Tavola 8 - Superficie media delle aziende   

Parametri 1990 (Ha) 1982 (Ha)
Prov. Ragusa 5,2 5,1
Reg. Sicilia 4,6 4,6
Italia 7,5 7,2

Fonte: ISTAT

             Nonostante le condizioni pedoclimatiche del territorio all’interno delle singole  fasce siano abbastanza omogenee, gli orientamenti produttivi e i sistemi di allevamento adottati nelle aziende presentano diverse tipologie.

In base all’indirizzo le aziende possono essere così classificate:

a) a prevalente produzione di latte;

b) a produzione di latte e carne;

c) a produzione di carne.

            Per quanto riguarda le principali caratteristiche strutturali l’allevamento bovino viene praticato in aziende a conduzione diretta ( quasi la totalità) con l’impiego prevalente della sola manodopera familiare. I fabbricati rurali e le stalle nella maggior parte delle aziende, essendo di costruzione non recente, risultano insufficienti e poco razionali per l’attività agricola ed inadatti ad un decente insediamento abitativo. La media di stalla è di circa 26 capi per azienda. Tuttavia il settore è in fase di notevole ristrutturazione con la presenza di aziende che in questi ultimi anni si sono dotate di strutture razionali sia per il ricovero degli animali che per la conservazione dei foraggi, disponendo inoltre di attrezzature e un parco macchine adeguato alle dimensioni aziendali.

            Le vacche da latte allevate in provincia di Ragusa sono rappresentate per oltre il 50% di meticce mentre notevole incidenza hanno le vacche specializzate per la produzione del latte quali la Frisona, circa il 30%, e la Bruna Italiana, circa  il 13%. La razza Modicana sta progressivamente scomparendo, sono presenti infatti circa 650 vacche. Per una serie di motivi quale la modesta produzione media di latte rispetto alle altre razze specializzate, la mancata valorizzazione delle ottime caratteristiche qualitative del latte ai fini della trasformazione in prodotti lattiero-caseari ed infine l’elevata consanguineità all’interno dei pochi nuclei di popolazione rimasti costituiscono un ostacolo ad eventuali programmi di miglioramento genetico. Per la tutela e la salvaguardia della razza Modicana è necessario avviare un programma di promozione dell’immagine che punti a far risaltare la rusticità e la bellezza dei soggetti, la bontà e la genuinità del latte e dei prodotti derivati e l’influenza del sistema di allevamento ancora fortemente impregnato di tradizione locale. Questi aspetti intrinseci consentirebbero di svincolare la Modicana dall’impari confronto con le altre razze.

           Non va dimenticato, inoltre, che l’allevamento della Modicana per la valenza storica e culturale ed il suo naturale e suggestivo inserimento nel paesaggio ibleo, ben si inquadra nell’ambito della politica di conservazione e tutela dell’ambiente oltre che di riconoscimento delle “specificità regionali”, perseguite attraverso la PAC della CEE. Per quanto riguarda il sistema di allevamento caratterizzato da una fase in continua evoluzione e di adattamento alle impellenti necessità di trovare soluzioni che permettano di mantenere livelli competitivi sul mercato, risulta da un indagine condotta dal Progetto Ibleo di Ragusa la seguente situazione:

- il 15,2% delle aziende conduce l’allevamento secondo il sistema tradizionale, con gli animali che utilizzano il pascolo durante tutti i periodi dell’anno usufruendo pure di una integrazione in mangiatoia di fieno, paglia e concentrato;

- il 55,4% alleva gli animali con l’utilizzo del pascolo, integrato dal consolidato uso dell’impiego degli insilati prodotti in azienda o acquistati. L’impiego degli insilati consente di aumentare la disponibilità foraggera aziendale svincolandosi in parte, dalle dipendenze del pascolo e di aumentare il numero di capi allevati;

- il 7,4% delle aziende non utilizza il pascolo effettuando un allevamento di tipo intensivo con la somministrazione manuale degli alimenti alla mangiatoia. In queste aziende si fa largo uso di insilati;

- il 22% delle aziende pratica l’allevamento intensivo in strutture razionali che permettono la suddivisione degli animali in gruppi. La metà di queste aziende, durante i periodi di disponibilità di foraggio verde, utilizza detto foraggio tramite il carro miscelatore per la preparazione dell’unifeed o tramite il pascolo. A questo gruppo appartengono aziende di media e grande dimensione che in genere dispongono di strutture razionali per il ricovero degli  animali e lo stoccaggio dei foraggi. Sono dotate pure di attrezzature e di un parco macchine sufficiente alle esigenze aziendali. In queste aziende si fa ricorso a manodopera salariata.  Poco diffuse nel territorio le razze specializzate nella produzione della carne quali Limousine,  Charolaise, etc.

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