MIGLIORAMENTO
DEI PASCOLI NELL’AREA
IBLEA Pag. 1
1.
PREMESSA L’esigenza
di introdurre nell’area iblea delle essenze foraggere idonee al
miglioramento dei pascoli nasce dalla constatazione del notevole degrado
dei pascoli e dalla incidenza percentuale che gli stessi hanno in
rapporto all’intera superficie territoriale. Nelle aziende zootecniche
si stima che circa il 50-60 % dell’intera superficie è destinato a
riposo pascolativo. Il
progressivo degrado dei pascoli nell’area iblea è da attribuire a
diversi fattori quali: a)
sfruttamento irrazionale dei pascoli; b)
rotazioni colturali inadeguate; c)
interventi di fertilizzazione con concimi chimici il più delle volte ad
alto titolo di azoto, non adatti allo sviluppo e all’insediamento
della flora pabulare dei pascoli naturali; d)
mancato controllo delle erbe infestanti; e)
anche le lavorazioni profonde del terreno contribuiscono a
degradare i pascoli.
Tali condizioni hanno portato, nel corso degli anni, ad
un generale impoverimento della flora pabulare
con
ripercussioni negative sulla qualità e quantità di foraggio
ottenibile dai pascoli. Si ritiene che per molte aree del territorio
ibleo sia possibile il recupero dei pascoli naturali con l’adozione di
una corretta gestione del pascolo. L’introduzione
di essenze foraggere da pascolo adattabili nel nostro ambiente mira ad
un rapido recupero dei pascoli e contemporaneamente ad acquisire la
metodologia da seguire per una buona gestione dei pascoli.
Il territorio ibleo trovasi ubicato nella parte sud orientale
della Sicilia, confinante nella propaggine meridionale con il mare. La
quota altimetrica va dal livello del mare a oltre 900 metri per i
territori montani (Giarratana, Chiaramonte e Monterosso). Dell’intera
superficie territoriale circa 126.000 ettari sono classificabili come
collina, mentre i restanti
35.000 costituiscono la zona di pianura. L’area, di natura
prevalentemente calcarea, è attraversata da cave più o meno profonde.
Il territorio ibleo risulta costituito da rocce sedimentarie calcaree e
marnose, di età compresa tra il Cretaceo ed il Miocene. Caratteristica
del territorio è la delimitazione degli appezzamenti con muri di pietra
a secco. La zona è dotata di un ricco reticolo idrografico con corpi
idrici di portata variabile, spesso a carattere torrentizio.
Caratteristiche ambientali
3.
CARATTERISTICHE
AMBIENTALI
(pluviometria e termometria).
Il clima del territorio è di tipo mediterraneo, caratterizzato
da inverni miti e piovosi e da estati calde e asciutte. Le
precipitazioni sono concentrate nel periodo autunno -vernino, spesse
volte distribuite irregolarmente con lunghi periodi di siccità nella
stagione delle piogge. Per l’analisi dei dati termopluviometrici si è
fatto riferimento a due stazioni a diversa quota, e precisamente a
quella di Ragusa (515 mt s.l.m.) e a quella di Vittoria (168 mt s.l.m.),
prendendo in esame gli ultimi 37 anni, dal 1961 al 1997.
Dall’elaborazione dei dati è emerso che la precipitazione
media è di 632 mm a Ragusa e di 454 mm a Vittoria, con una differenza
sostanziale media intorno ai 180 mm tra le zone basse e le zone di media
e alta collina (Tavola 1). Confrontando le temperature medie annue non
emergono differenze significative: 17,3 °C a Ragusa contro 17,6 °C a
Vittoria. Si registrano invece sensibili differenze nei mesi estivi,
durante i quali le temperature medie, contrariamente alle attese, si
sono rilevate più elevate a Ragusa. Per contro Vittoria registra
temperature più elevate durante i mesi invernali ( Tavole 3 e 4).
I mesi più freddi sono gennaio e febbraio, sia per Ragusa che
per Vittoria (Grafico 3).
Dall’esame
dei dati termometrici si rileva, durante tutto il periodo di
osservazione
( 1961-1997), che le temperature medie minime mensili sono
sensibilmente più basse, nei mesi invernali, nella stazione
termopluviometrica di Ragusa con una differenza di circa 1° C rispetto
alla stazione di Vittoria ( Tavola 4 e grafico 4).
Tavola 1 - Stazioni termopluviometriche di Ragusa e Vittoria. Rilievi della piovosità media mensile (Periodo 1961 - 1997).
Fonte:
Ist. Idrografico di Palermo (nostre elaborazioni) Tavola
2 - Distribuzione stagionale della piovosità. Stazioni
termopluviometriche di
Ragusa (515 m/slm) e Vittoria (168 m/slm) . Media dei valori dal
1961 al
1997.
Fonte:
Ist. Idrografico di Palermo (nostre elaborazioni) Tavola
3 - Stazioni termopluviometriche di Ragusa e Vittoria. Rilievi delle
temperature
medie mensili (Periodo 1961-1994).
Fonte:
Ist. Idrografico di Palermo (nostre elaborazioni) Tavola 4 - Stazioni termopluviometriche di Ragusa e Vittoria. Rilievi delle temperature medie mensili minime (Periodo
1961 -
1997).
Fonte:
Ist. Idrografico di Palermo (nostre elaborazioni) Dall’esame dei dati sulla distribuzione stagionale della
piovosità (vedi Tav.2) risulta che l’andamento pluviometrico è
irregolare con piogge concentrate nel periodo autunno-vernino. I mesi più
piovosi, in entrambi le stazioni di riferimento , sebbene con differenze
apprezzabili (c.a 20 mm) sono stati quelli di dicembre e gennaio; mentre
i mesi più secchi sono Giugno e Luglio sia a Ragusa che a Vittoria.
L’esame dei dati termopluviometrici di Ragusa e Vittoria ha messo in evidenza che esiste una notevole differenza di regimi termopluviometrici fra le zone basse e le zone a maggior altitudine. Inoltre si riscontrano notevoli differenze di piovosità fra i diversi anni di osservazione, in cui ad anni che rientrano o superano la media di piovosità succedono anni di estrema siccità (vedi grafico 1)
3.2
- PEDOLOGIA
Tutto
il territorio ibleo si presenta più o meno pianeggiante con
caratteristiche
pedo-agronomiche alquanto eterogenee. I terreni di pianura sono
in buona parte di origine alluvionale, ricchi di scheletro e
tendenzialmente sabbiosi, mentre nell’altopiano troviamo i terreni
denominati bruni-calcarei, ben dotati di elementi nutritivi e di
sostanza organica, in cui il fattore limitante è rappresentato dalla
modesta profondità
del terreno con presenza talvolta di roccia affiorante.
Questi suoli sono particolarmente vocati allo sviluppo di una
ricca flora spontanea composta da essenze molto appetibili dal bestiame.
Attualmente tale flora è in stato di progressivo degrado
a causa di molteplici fattori, non ultimo l’eccessiva presenza
di erbe infestanti che riescono a soffocare lo sviluppo della flora
pabulare. I terreni, di solito, sono tendenzialmente alcalini con pH
oscillate fra 7.2 e 7.8 con buone capacità di scambio cationico. |