REGIONE SICILIANA

E.S.A.

ENTE DI SVILUPPO AGRICOLO

SEZIONE COORDINATA DI ASSISTENZA TECNICA RAGUSA

 Coltivazione di nuove essenze foraggere nel territorio Ibleo  

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 PRESENTAZIONE

Da qualche anno si segnala un nuovo interesse tra i tecnici e gli agricoltori circa l’impiego di nuove specie foraggere per il miglioramento dei pascoli degradati e per la costituzione di prati da sfalcio in ambiente asciutto.

La Sezione Coordinata di Assistenza Tecnica di Ragusa ha da tempo raccolto tale esigenza, concentrando le proprie energie nel settore della foraggicoltura. In questi ultimi anni, al fine di aumentare e migliorare la disponibilità foraggera aziendale, sono state introdotte nel territorio Ibleo delle nuove essenze foraggere leguminose utilizzate sia attraverso il pascolo degli animali o per la produzione di fieno e/o fieno – silo.

(continua vedi presentazione parte 2)

Alcuni argomenti trattati in questo opuscolo, sono corredati di foto interattive cliccateci sopra per vederle più grandi.

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  INDICE

-Presentazione (parte2)

-Premessa

-Caratteristiche pedoclimatiche

-Medica scutellata

-Trifoglio micheliano

-Trifoglio resupinato

-Veccia villosa

 

PRESENTAZIONE (parte2) 

            Storicamente la leguminosa da foraggio maggiormente diffusa nel comprensorio rimane la veccia, essenza di notevole pregio e valore nutritivo, ma la cui produttività risulta spesso aleatoria ed incostante.

            Notevoli le esigenze da parte degli operatori del settore di conoscere e utilizzare nuove essenze foraggere, alternative a quelle classiche, largamente coltivate nel territorio ibleo e regionale.

            Lo scopo della pubblicazione del presente opuscolo è quello di divulgare i risultati tecnici ed economici conseguiti con la coltivazione delle nuove essenze foraggere, introdotte nel nostro ambiente, per la produzione di fieno o fieno – silo.

            Per ogni coltura, oltre ad una breve descrizione botanica, sarà indicata l’esigenza pedo – climatica, la tecnica colturale adottata e la modalità di utilizzazione del foraggio.

            Le analisi fisico – chimiche sui foraggi per la determinazione del valore nutritivo sono state effettuate presso il laboratorio del Consorzio di Ricerche Filiera Lattiero – Casearia di Ragusa a cui va un ringraziamento particolare anche per la collaborazione offerta durante la realizzazione dei diversi campi dimostrativi.

            Questo opuscolo vuole essere una guida per agricoltori e tecnici che vogliono intraprendere la coltivazione delle nuove essenze foraggiere introdotte nel territorio Ibleo.

 

animali al pascolo

Animali al pascolo

  1 – PREMESSA

            Nell’altopiano Ibleo l’allevamento dei bovini da latte rappresenta il settore portante dell’economia agricola locale. Il patrimonio bovino ammonta in Provincia di Ragusa a circa 78.000 capi di cui 29.500 vacche. La superficie media delle aziende zootecniche è di 30 – 35 ettari con una media, per azienda, di 75 capi di cui 30 vacche. L’allevamento bovino viene praticato in aziende a conduzione diretta ( quasi la totalità) con l’impiego prevalente della sola manodopera familiare. I fabbricati rurali e le stalle nella maggior parte delle aziende, essendo di costruzione non recente, risultano insufficienti e poco razionali per l’attività agricola ed inadatti ad un decente insediamento abitativo. Il settore però è in fase di notevole ristrutturazione con la presenza di aziende che in questi ultimi anni si sono dotate di strutture razionali sia per il ricovero degli animali che per la conservazione dei foraggi, disponendo inoltre di attrezzature e un parco macchine adeguato alle dimensioni aziendali.

 Le vacche da latte allevate in provincia di Ragusa sono rappresentate per oltre il 50% di meticce mentre notevole incidenza hanno le vacche specializzate per la produzione del latte quali la Frisona, circa il 30%, e la Bruna Italiana, circa  il 13%. La razza Modicana sta progressivamente scomparendo, sono presenti infatti circa 650 vacche.

 Nelle aziende ad alto livello produttivo l’esigenza di disporre foraggi di buona qualità è molto sentita.

  I tecnici della Sezione, per venire incontro alle esigenze degli allevatori, hanno introdotto nella zona delle nuove essenze foraggere leguminose, coltivabili in ambiente asciutto, per la produzione di fieno o fieno – silo od eventualmente per la duplice utilizzazione: pascolo e successivamente fieno o fieno – silo.   

  L’introduzione e la coltivazione di essenze foraggere adattabili in ambiente asciutto viene effettuata in collaborazione con la ditta SAG di Olbia che annualmente fornisce gratuitamente dei campioni di sementi che vengono coltivate in piccole parcelline. Le essenze foraggere che nelle prove parcellari hanno dato buoni risultati produttivi vengono riprovati negli anni successivi per verificarne l’adattabilità e la produttività in anni caratterizzati da andamenti climatici diversi. Le essenze che dalle prove di coltivazione parcellare danno una certa affidabilità vengono coltivati in campi dimostrativi dell’estensione di circa un ettaro, per valutare in pieno campo il comportamento produttivo e mettere a punto la tecnica colturale. Qualora i risultati produttivi delle essenze foraggere coltivate risultano interessanti se ne cura la divulgazione attraverso riunioni, incontri e giornate di campagna con agricoltori e tecnici.

  Attraverso questa impostazione metodologica è stata introdotta nella zona la coltivazione di diverse essenze foraggere che, incontrando il parere favorevole degli allevatori, si stanno progressivamente espandendo nel territorio.

  Le essenze foraggere che vengono trattate in questo opuscolo sono:

 

-Medica scutellata

-Trifoglio micheliano

-Trifoglio resupinato

-Veccia villosa

 

2 – CARATTERISTICHE PEDOCLIMATICHE

  Il territorio ibleo trovasi ubicato nella parte sud orientale della Sicilia, confinante nella propaggine meridionale con il mare. La quota altimetrica va dal livello del mare a oltre 900 metri per i territori montani (Giarratana, Chiaramonte e Monterosso). Dell’intera superficie territoriale circa 126.000 ettari sono classificabili come collina, mentre i restanti  35.000 costituiscono la zona di pianura. L’area, di natura prevalentemente calcarea, è attraversata da cave più o meno profonde. Caratteristica del territorio è la delimitazione degli appezzamenti con muri di pietra a secco. La zona è dotata di un ricco reticolo idrografico con corpi idrici di portata variabile, spesso a carattere torrentizio.

Tutto il territorio ibleo si presenta più o meno pianeggiante con caratteristiche  pedo - agronomiche alquanto eterogenee. I terreni di pianura sono in buona parte di origine alluvionale, ricchi di scheletro e tendenzialmente sabbiosi, mentre nell’altopiano troviamo i terreni denominati bruno - calcarei, ben dotati di elementi nutritivi e di sostanza organica, in cui il fattore limitante è rappresentato dalla modesta profondità  del terreno con presenza talvolta di roccia affiorante.

            I terreni, di solito, sono tendenzialmente alcalini con pH oscillante fra 7.2 e 7.8 con buone capacità di scambio cationico.

            Il clima del territorio è di tipo mediterraneo, caratterizzato da inverni miti e piovosi e da estati calde ed asciutte. Le precipitazioni sono concentrate nel periodo autunno – vernino, spesse volte distribuite irregolarmente con lunghi periodi di siccità anche nella stagione delle piogge. La precipitazione media annuale va dai 400 mm, nelle zone basse fino ad una media di 500 – 600 mm per le zone alte. In questo ambiente i valori medi della piovosità e della temperatura si discostano notevolmente da un anno all’altro determinando, spesse volte, stress nell’attività fisiologica dei principali stadi vegetativi delle piante.

  3 – MEDICA SCUTELLATA  

particolare pianta medica scutellata

Particolare pianta Medica scutellata

3.1 – Caratteristiche botaniche

            La medica scutellata appartiene al genere Medicago. E’ pianta annuale, a ciclo autunno – inverno – primavera, con portamento semiprostrato, di notevoli dimensioni: 70 – 130 cm. con foglie obovate, romboidali, ovate, con lieve dentellature, superiormente glabre, pelose sotto. I racemi sono di lunghezza eguale al peduncolo della foglia ascellare, con mucrone apicale.  I legumi sono emisferici, con 4 – 6 spire antiorarie, prive di spine, avvolte all’interno di una semisfera.

 I frutti alla maturità si distaccano con facilità e, data la loro dimensione (1,2 – 2 cm di diametro), vengono facilmente consumati dal bestiame ovino durante il pascolo secco, per cui la specie difficilmente persiste per più anni sotto pascolamento. Buona per essere affienata o per fieno - silo. I semi sono di notevoli dimensioni con una percentuale elevata di semi duri (75-80%). Specie poco diffusa, come essenza spontanea nell’area Iblea. In commercio esiste disponibilità di seme e le varietà più comuni sono: la Kelson, coltivata in zona; la Saba; la Sair e la Robinson ( vedi foto)

 

frutti e semi della medica scutellata

Frutti e semi nella Medica scutellata

 3.2 – Esigenze pedoclimatiche

            La Medica scutellata si adatta ai suoli argillosi, calcarei e di medio impasto con pH compreso fra 6,5 e 9. Risulta molto sensibile al freddo. Per esaltare le notevoli capacità produttive necessita almeno di 450 – 500 mm di piogge, ben distribuite nel corso delle diverse fasi vegetative.

 3.3 – Tecnica agronomica

            Per la coltivazione di questa importante foraggera devono essere seguiti i seguenti accorgimenti:

 a) Epoca di semina

            La semina va eseguita nel periodo autunnale, all’arrivo delle piogge, verso la fine del mese di settembre a tutto il mese di ottobre per le zone alte ( sopra i 400 m ), mentre per le zone basse, dove di solito le temperature sono più elevate, la semina può essere posticipata di circa  15-20 giorni.

 b) Preparazione del letto di semina

            I semi della Medica scutellata, essendo minuti, necessitano di un buon letto di semina. I lavori preparatori consistono in una o due arature, non molto profonde, effettuate all’arrivo delle prime piogge autunnali, con aratro tiller o a dischi, attaccando dietro l’aratro un erpice a maglie snodate al fine di lasciare il terreno ben livellato.

 c) Modalità di semina e dosi di seme

            E’ consigliabile ricorrere all’impiego di seminatrici idonee per garantirsi una uniforme distribuzione della semente. La profondità di semina non deve superare i 4 – 5 cm  per non compromettere l’emergenza delle plantule.  In semina pura le dosi di seme sono intorno ai 30 Kg/Ha.

 d) Rullatura del terreno

            La rullatura del terreno, dopo la semina, è un’operazione consigliabile, soprattutto se il terreno non è eccessivamente umido o troppo argilloso.

 e) Consociazione

            La Medica scutellata coltivata in consociazione con loietto e/o avena si è dimostrata poco competitiva nei confronti delle graminacee che, se presenti in notevole quantità compromettono lo sviluppo della leguminosa.

            Dall’esperienza maturata in zona, se si ricorre alla consociazione, si può cautamente suggerire di consociare la Medica scutellata con il loietto e/o l’avena utilizzando i seguenti quantitativi di seme ad ettaro:

Medica scutellata Kg 30 - Loietto Kg 7-8 e/o avena Kg 10.                                                      

 f) Concimazione

            Come tutte le leguminose anche la medica necessita di modesti apporti di fertilizzanti. La concimazione di fondo consigliata è quella fosfatica con modesti apporti di azoto. Una buona concimazione letamica è sufficiente alle esigenze della pianta.  

medica scutellata consociata con avena

Medica scutellata consociata con avena

 g) Utilizzazione e produttività

            La Medica scutellata coltivata da sola o in consociazione con le graminacee si può utilizzare in diversi modi:

·        per pascolo: questa forma di utilizzazione non è consigliabile per la ridotta capacità di ricaccio e di persistenza della specie nel corso degli anni;

·        -per pascolo e successivamente destinando la produzione a fieno; in prove sperimentali i risultati produttivi ottenuti sono stati interessanti. In questo modo si utilizza il pascolo nelle prime fasi vegetative della pianta ( una – due pascolate) e successivamente, sospendendo il pascolo verso la fine del mese di febbraio, si destina la produzione a fieno;

·        -per fieno, effettuando un unico sfalcio nel periodo aprile – maggio. La produzione in fieno della Medica scutellata in consociazione con le graminacee varia dai 40 – 50 q.li/Ha ai 100 q.li/Ha. La produttività è molto condizionata dall’andamento climatico ed in particolare dal regime pluviometrico. Rispetto ad altre essenze foraggere coltivate per fieno, la Medica scutellata consente di ottenere, a parità di condizioni, un aumento di produzione stimabile intorno al 15 – 20%;

       -per fieno – silo. Per l’ottenimento del prodotto si effettua lo sfalcio  del foraggio quando le piante si trovano allo stadio di fioritura, con una falcia – condizionatrice,  lasciando l’erba sfalciata sul campo, per uno o più giorni, fino a portare il valore della sostanza secca intorno al 28 – 30%. Successivamente si procede ad insilare il foraggio effettuando la raccolta con una macchina trincia – caricatrice. La produzione in fieno – silo varia dai 250 ai 350 q.li/Ha.

   h) Qualità del foraggio

            Come tutte le leguminose, la medica fornisce un foraggio di ottima qualità adatto per l’affienagione e/o fieno - silo. In teoria per massimizzare la qualità del fieno e/o fieno - silo l’epoca dello sfalcio deve coincidere con la fase di fioritura per le leguminose e l’inizio della spigatura per le graminacee. Effettuando lo sfalcio quando la medica si trova in fase di fioritura e le graminacee in fase di levata – inizio botticella si ottiene un fieno dalle buone caratteristiche qualitative, come si evince dalla tab. 1

 Tab. 1 : Composizione media qualitativa fieno di medica scutellata consociata con  graminacee  

-Sostanza secca 85-90%
-Ceneri (ASH) 10-12%/s.s.

Frazioni azotate

-Proteina grezza (PG) 13-14%/s.s
-Proteina solubile (SN) 40-50%/PG

Carboidrati strutturali

Fibra neutra detersa (NDF) 40-50%/s.s.

Analisi effettuate presso il laboratorio del Centro di Ricerche Filiera lattiero-casearia di Ragusa

             Lo slittamento della data di sfalcio comporta un aumento delle rese in s.s., ma anche una perdita in termini qualitativi per l’aumento della NDF e la diminuzione di sostanze nutritive digeribili.

            Particolarmente interessanti sono le caratteristiche qualitative del fieno – silo della Medica scutellata che presenta un odore acidulo e buona consistenza dei tessuti, risultando molto appetibile dal bestiame. I valori delle analisi, riportati nella tab. 2, evidenziano contenuti in sostanza secca, proteina e fibra, di notevole valore alimentare.

 Tab. 2 : Composizione media qualitativa fieno-silo di Medica scutellata  

 

-Sostanza secca (s.s.) 27-29%
-Ceneri (ASH) 9-10%/s.s.

Frazioni azotate

-Proteina grezza (PG) 18-20%/s.s
-Proteina solubile (SN) 50-60%/PG

Carboidrati strutturali

-Fibra neutra detersa (NDF) 38-40%/s.s
-Acidità (pH) 4%

Analisi effettuate presso il laboratorio del Centro di Ricerche Filiera lattiero - casearia di Ragusa

  3.4 – Risultati e discussioni

            I risultati produttivi e qualitativi riguardo la coltivazione della Medica scutellata coltivata in semina pura o in consociazione con il loietto e/o l’avena sono stati molto interessanti sia per la produzione di fieno e/o fieno – silo. Tale coltura, trovando il consenso degli allevatori, si trova in fase di notevole espansione, passando dai pochi ettari coltivati nell’annata agraria 95/96 agli attuali 450 – 500 ettari coltivati nel corrente anno. Dalle analisi del foraggio si evidenzia come le caratteristiche qualitative si abbassano con l’avanzare dello stadio di maturazione dei foraggi aumentando contemporaneamente la resa in s.s. L’utilizzazione della Medica scutellata per la produzione di fieno – silo sembra essere particolarmente interessante, consentendo di ottenere un alimento dalle caratteristiche nutritive notevoli molto digeribile ed appetito dal bestiame.

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