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REGIONE SICILIANA E.S.A. ENTE DI SVILUPPO AGRICOLO SEZIONE COORDINATA DI ASSISTENZA TECNICA RAGUSA |
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Coltivazione
di nuove essenze foraggere nel
territorio Ibleo Pag 1
PRESENTAZIONE (parte2) Storicamente la leguminosa da foraggio maggiormente diffusa nel comprensorio rimane la veccia, essenza di notevole pregio e valore nutritivo, ma la cui produttività risulta spesso aleatoria ed incostante. Notevoli le esigenze da parte degli operatori del settore di conoscere e utilizzare nuove essenze foraggere, alternative a quelle classiche, largamente coltivate nel territorio ibleo e regionale. Lo scopo della pubblicazione del presente opuscolo è quello di divulgare i risultati tecnici ed economici conseguiti con la coltivazione delle nuove essenze foraggere, introdotte nel nostro ambiente, per la produzione di fieno o fieno – silo.
Per ogni coltura, oltre ad una breve descrizione botanica, sarà
indicata l’esigenza pedo – climatica, la tecnica colturale adottata
e la modalità di utilizzazione del foraggio.
Le analisi fisico – chimiche sui foraggi per la determinazione
del valore nutritivo sono state effettuate presso il laboratorio del
Consorzio di Ricerche Filiera Lattiero – Casearia di Ragusa a cui va
un ringraziamento particolare anche per la collaborazione offerta
durante la realizzazione dei diversi campi dimostrativi.
Questo
opuscolo vuole essere una guida per agricoltori e tecnici che vogliono
intraprendere la coltivazione delle nuove essenze foraggiere introdotte
nel territorio Ibleo.
Animali al pascolo
Nell’altopiano
Ibleo l’allevamento dei bovini da latte rappresenta il settore
portante dell’economia agricola locale. Il patrimonio bovino ammonta
in Provincia di Ragusa a circa 78.000 capi di cui 29.500 vacche. La
superficie media delle aziende zootecniche è di 30 – 35 ettari con
una media, per azienda, di 75 capi di cui 30 vacche. L’allevamento
bovino viene praticato in aziende a conduzione diretta ( quasi la
totalità) con l’impiego prevalente della sola manodopera familiare. I
fabbricati rurali e le stalle nella maggior parte delle aziende, essendo
di costruzione non recente, risultano insufficienti e poco razionali per
l’attività agricola ed inadatti ad un decente insediamento abitativo.
Il settore però è in fase di notevole ristrutturazione con la presenza
di aziende che in questi ultimi anni si sono dotate di strutture
razionali sia per il ricovero degli animali che per la conservazione dei
foraggi, disponendo inoltre di attrezzature e un parco macchine adeguato
alle dimensioni aziendali. Le
vacche da latte allevate in provincia di Ragusa sono rappresentate per
oltre il 50% di meticce mentre notevole incidenza hanno le vacche
specializzate per la produzione del latte quali la Frisona, circa il
30%, e la Bruna Italiana, circa
il 13%. La razza Modicana sta progressivamente scomparendo, sono
presenti infatti circa 650 vacche. Nelle
aziende ad alto livello produttivo l’esigenza di disporre foraggi di
buona qualità è molto sentita.
I tecnici della Sezione, per venire incontro alle esigenze degli
allevatori, hanno introdotto nella zona delle nuove essenze foraggere
leguminose, coltivabili in ambiente asciutto, per la produzione di fieno
o fieno – silo od eventualmente per la duplice utilizzazione: pascolo
e successivamente fieno o fieno – silo.
L’introduzione
e la coltivazione di essenze foraggere adattabili in ambiente asciutto
viene effettuata in collaborazione con la ditta SAG di Olbia che
annualmente fornisce gratuitamente dei campioni di sementi che vengono
coltivate in piccole parcelline. Le essenze foraggere che nelle prove
parcellari hanno dato buoni risultati produttivi vengono riprovati negli
anni successivi per verificarne l’adattabilità e la produttività in
anni caratterizzati da andamenti climatici diversi. Le essenze che dalle
prove di coltivazione parcellare danno una certa affidabilità vengono
coltivati in campi dimostrativi dell’estensione di circa un ettaro,
per valutare in pieno campo il comportamento produttivo e mettere a
punto la tecnica colturale. Qualora i risultati produttivi delle essenze
foraggere coltivate risultano interessanti se ne cura la divulgazione
attraverso riunioni, incontri e giornate di campagna con agricoltori e
tecnici.
Attraverso
questa impostazione metodologica è stata introdotta nella zona la
coltivazione di diverse essenze foraggere che, incontrando il parere
favorevole degli allevatori, si stanno progressivamente espandendo nel
territorio.
Le essenze foraggere che vengono trattate in questo opuscolo
sono:
-Medica scutellata -Trifoglio
michel -Trifoglio resupinato -Veccia villosa
2
– CARATTERISTICHE PEDOCLIMATICHE
Tutto
il territorio ibleo si presenta più o meno pianeggiante con
caratteristiche
pedo - agronomiche alquanto eterogenee. I terreni di pianura sono
in buona parte di origine alluvionale, ricchi di scheletro e
tendenzialmente sabbiosi, mentre nell’altopiano troviamo i terreni
denominati bruno - calcarei, ben dotati di elementi nutritivi e di
sostanza organica, in cui il fattore limitante è rappresentato dalla
modesta profondità
del terreno con presenza talvolta di roccia affiorante.
I terreni, di solito, sono tendenzialmente alcalini con pH
oscillante fra 7.2 e 7.8 con buone capacità di scambio cationico.
Il clima del territorio è di tipo mediterraneo, caratterizzato
da inverni miti e piovosi e da estati calde ed asciutte. Le
precipitazioni sono concentrate nel periodo autunno – vernino, spesse
volte distribuite irregolarmente con lunghi periodi di siccità anche
nella stagione delle piogge. La precipitazione media annuale va dai 400
mm, nelle zone basse fino ad una media di 500 – 600 mm per le zone
alte. In questo ambiente i valori medi della piovosità e della
temperatura si discostano notevolmente da un anno all’altro
determinando, spesse volte, stress nell’attività fisiologica dei
principali stadi vegetativi delle piante. Particolare pianta Medica scutellata 3.1
– Caratteristiche botaniche
La
medica scutellata appartiene al genere Medicago. E’ pianta annuale, a
ciclo autunno – inverno – primavera, con portamento semiprostrato,
di notevoli dimensioni: 70 – 130 cm. con foglie obovate, romboidali,
ovate, con lieve dentellature, superiormente glabre, pelose sotto. I
racemi sono di lunghezza eguale al peduncolo della foglia ascellare, con
mucrone apicale. I legumi
sono emisferici, con 4 – 6 spire antiorarie, prive di spine, avvolte
all’interno di una semisfera. I
frutti alla maturità si distaccano con facilità e, data la loro
dimensione (1,2 – 2 cm di diametro), vengono facilmente consumati dal
bestiame ovino durante il pascolo secco, per cui la specie difficilmente
persiste per più anni sotto pascolamento. Buona per essere affienata o
per fieno - silo. I semi sono di notevoli dimensioni con una percentuale
elevata di semi duri (75-80%). Specie poco diffusa, come essenza
spontanea nell’area Iblea. In commercio esiste disponibilità di seme
e le varietà più comuni sono: la Kelson, coltivata in zona; la Saba;
la Sair e la Robinson
Frutti e semi nella Medica scutellata 3.2
– Esigenze pedoclimatiche
La
Medica scutellata si adatta ai suoli argillosi, calcarei e di medio
impasto con pH compreso fra 6,5 e 9. Risulta molto sensibile al freddo.
Per esaltare le notevoli capacità produttive necessita almeno di 450
– 500 mm di piogge, ben distribuite nel corso delle diverse fasi
vegetative. 3.3
– Tecnica agronomica
Per la coltivazione di questa importante foraggera devono essere
seguiti i seguenti accorgimenti: a)
Epoca di semina
La semina va eseguita nel periodo autunnale, all’arrivo delle
piogge, verso la fine del mese di settembre a tutto il mese di ottobre
per le zone alte ( sopra i 400 m ), mentre per le zone basse, dove di
solito le temperature sono più elevate, la semina può essere
posticipata di circa 15-20 giorni. b)
Preparazione del letto di semina
I semi della Medica scutellata, essendo minuti, necessitano di un
buon letto di semina. I lavori preparatori consistono in una o due
arature, non molto profonde, effettuate all’arrivo delle prime piogge
autunnali, con aratro tiller o a dischi, attaccando dietro l’aratro un
erpice a maglie snodate al fine di lasciare il terreno ben livellato. c)
Modalità di semina e dosi di seme
E’
consigliabile ricorrere all’impiego di seminatrici idonee per
garantirsi una uniforme distribuzione della semente. La profondità di
semina non deve superare i 4 – 5 cm per non compromettere l’emergenza delle plantule.
In semina pura le dosi di seme sono intorno ai 30 Kg/Ha. d)
Rullatura del terreno
La
rullatura del terreno, dopo la semina, è un’operazione consigliabile,
soprattutto se il terreno non è eccessivamente umido o troppo
argilloso. e)
Consociazione
La
Medica scutellata coltivata in consociazione con loietto e/o avena si è
dimostrata poco competitiva nei confronti delle graminacee che, se
presenti in notevole quantità compromettono lo sviluppo della
leguminosa.
Dall’esperienza maturata in zona, se si ricorre alla
consociazione, si può cautamente suggerire di consociare la Medica
scutellata con il loietto e/o l’avena utilizzando i seguenti
quantitativi di seme ad ettaro: Medica
scutellata Kg 30 - Loietto Kg 7-8 e/o avena Kg 10. f)
Concimazione
Come tutte le leguminose anche la medica necessita di modesti
apporti di fertilizzanti. La concimazione di fondo consigliata è quella
fosfatica con modesti apporti di azoto. Una buona concimazione letamica
è sufficiente alle esigenze della pianta. Medica scutellata consociata con avena g)
Utilizzazione e produttività
La
Medica scutellata coltivata da sola o in consociazione con le graminacee
si può utilizzare in diversi modi: ·
per
pascolo: questa forma di utilizzazione non è consigliabile per la
ridotta capacità di ricaccio e di persistenza della specie nel corso
degli anni; ·
-per
pascolo e successivamente destinando la produzione a fieno; in prove
sperimentali i risultati produttivi ottenuti sono stati interessanti. In
questo modo si utilizza il pascolo nelle prime fasi vegetative della
pianta ( una – due pascolate) e successivamente, sospendendo il
pascolo verso la fine del mese di febbraio, si destina la produzione a
fieno; ·
-per
fieno, effettuando un unico sfalcio nel periodo aprile – maggio. La
produzione in fieno della Medica scutellata in consociazione con le
graminacee varia dai 40 – 50 q.li/Ha ai 100 q.li/Ha. La produttività
è molto condizionata dall’andamento climatico ed in particolare dal
regime pluviometrico. Rispetto ad altre essenze foraggere coltivate per
fieno, la Medica scutellata consente di ottenere, a parità di
condizioni, un aumento di produzione stimabile intorno al 15 – 20%;
-per
fieno – silo. Per l’ottenimento del prodotto si effettua lo sfalcio
del foraggio quando le piante si trovano allo stadio di
fioritura, con una falcia – condizionatrice,
lasciando l’erba sfalciata sul campo, per uno o più giorni,
fino a portare il valore della sostanza secca intorno al 28 – 30%.
Successivamente si procede ad insilare il foraggio effettuando la
raccolta con una macchina trincia – caricatrice. La produzione in
fieno – silo varia dai 250 ai 350 q.li/Ha.
h)
Qualità del foraggio
Come
tutte le leguminose, la medica fornisce un foraggio di ottima qualità
adatto per l’affienagione e/o fieno - silo. In teoria per massimizzare
la qualità del fieno e/o fieno - silo l’epoca dello sfalcio deve
coincidere con la fase di fioritura per le leguminose e l’inizio della
spigatura per le graminacee. Effettuando lo sfalcio quando la medica si
trova in fase di fioritura e le graminacee in fase di levata – inizio
botticella si ottiene un fieno dalle buone caratteristiche qualitative,
come si evince dalla tab. 1 Tab.
1 : Composizione media qualitativa fieno di medica scutellata consociata
con graminacee
Analisi
effettuate presso il laboratorio del Centro di Ricerche Filiera
lattiero-casearia di Ragusa
Lo
slittamento della data di sfalcio comporta un aumento delle rese in
s.s., ma anche una perdita in termini qualitativi per l’aumento della
NDF e la diminuzione di sostanze nutritive digeribili.
Particolarmente interessanti sono le caratteristiche qualitative
del fieno – silo della Medica scutellata che presenta un odore acidulo
e buona consistenza dei tessuti, risultando molto appetibile dal
bestiame. I valori delle analisi, riportati nella tab. 2, evidenziano
contenuti in sostanza secca, proteina e fibra, di notevole valore
alimentare. Tab.
2 : Composizione media qualitativa fieno-silo di Medica scutellata
Analisi
effettuate presso il laboratorio del Centro di Ricerche Filiera lattiero
- casearia di Ragusa
I
risultati produttivi e qualitativi riguardo la coltivazione della Medica
scutellata coltivata in semina pura o in consociazione con il loietto
e/o l’avena sono stati molto interessanti sia per la produzione di
fieno e/o fieno – silo. Tale coltura, trovando il consenso degli
allevatori, si trova in fase di notevole espansione, passando dai pochi
ettari coltivati nell’annata agraria 95/96 agli attuali 450 – 500
ettari coltivati nel corrente anno. Dalle analisi del foraggio si
evidenzia come le caratteristiche qualitative si abbassano con
l’avanzare dello stadio di maturazione dei foraggi aumentando
contemporaneamente la resa in s.s. L’utilizzazione della Medica
scutellata per la produzione di fieno – silo sembra essere
particolarmente interessante, consentendo di ottenere un alimento dalle
caratteristiche nutritive notevoli molto digeribile ed appetito dal
bestiame. |